BELLA GENTE

Dopo Carlo Malinconico si dimette un altro esponente del Governo Monti, il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini, sotto inchiesta per concorso in una frode fiscale e dichiarazione fraudolenta, già al centro di un possibile conflitto di interessi in quanto, pur con un incarico di Governo è arbitro in una controversia tra il Gruppo Ferrovie dello Stato e un consorzio di imprese guidate dalla Fiat.
Al sottosegretario è stato notificato un avviso di garanzia e un invito a comparire. L'accusa nei suoi confronti è pesante e riguarda la sua attività di avvocato, precedente alla nomina al ministero.
In piena lotta all'evasione fiscale Zoppini è accusato, per una sua attività di consulenza, di aver a suo tempo aiutato alcuni imprenditori del novarese a realizzare una frode fiscale a carattere transnazionale.
Se ne occupa la Procura della Repubblica di Verbania. Un nuovo scandalo per il Governo Monti.
Però solo una cosa: perchè di tutte queste cose se ne parla così poco???

Povera Italia!

In tema di "Personaggi esemplari" è opportuno ricordare che lo scorso aprile (quindi prima del caso De Gennaro) il Ministro Corrado Passera aveva commissariato la fondazione "Valore Italia" affidandone la gestione (25 milioni di euro per realizzare un'esposizione del made in Italy all'Eur) all'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico.
Malinconico, unico dimissionario del Governo tecnico, per chi non lo ricordasse, era stato travolto in gennaio dallo scandalo delle vacanze gratis all'Argentario, pagate da Franco Piscitelli, l'imprenditore della "cricca" che rideva soddisfatto al telefono durante il terremoto dell'Aquila….
Ci si chiede quali principi ispirino queste nomine al Governo Monti….nomine che suonano a offesa per tanti tanti Italiani.
E il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che ha proposto un premio speciale a Silvio Berlusconi avrebbe fatto meglio a tacere. Se si vuole premiare qualcuno magari occorrerebbe ricordarsi delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, invece di tentare, in modo assolutamente singolare, la riabilitazione di un leader in crisi e ricco di conoscenze nell'ambiente…

Il Prefetto De Gennaro promosso Sottosegretario di Stato

Apprendiamo che il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del Presidente del Consiglio, la nomina a sottosegretario di Stato della Presidenza del Consiglio dei ministri del Prefetto Gianni De Gennaro.
Stupiscono, al momento, le poche proteste, solo da sinistra e sul web per la decisione.
Eppure la storia del G8 di Genova e della Diaz di Genova la conoscono e la conosciamo tutti, nuove ferite vengono riaperte.
Non si tratta di una buona notizia, né per il Governo Monti, né per l'Italia.

Al mio amico Maurizio Cevenini

Non ti è mai mancato un sorriso e mai ti sei tirato indietro con nessuno per una sincera stretta di mano. Ascoltavi tutti sempre e comunque.
Voglio ricordarTi com'eri con quel sorriso, con il piatto in mano mentre servivi i pasti alla Festa dell'Unità o come quando ci scambiavamo battute ironiche sui nostri movimenti politici.
Mi fermo qui,non ce la faccio umanamente parlando ad andare avanti.
Ti voglio bene

Campagna tesseramenti 2012

E' aperta la campagna tesseramenti per l'anno 2012.
Le modalità ed il costo della tessera sono i medesimi degli anni scorsi: basta seguire il link "Tesseramento" in alto sulla Home Page del nostro sito.
Iscrivetevi, e fate iscrivere i Vostri parenti ed amici: con il Vostro contributo la nostra associazione potrà impegnarsi in sempre nuove iniziative!

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012

Come già ampiamente enfatizzato dai media, lo scenario politico è in rapida evoluzione e la situazione generale che emerge è caratterizzata dal grande exploit del Movimento 5 Stelle, con percentuali superiori alle più ottimistiche previsioni, dal terremoto del PDL e dal crollo della Lega, che si è salvata solo in alcuni contesti particolari, dove dispone di personaggi localmente molto forti.
Disaffezione e sfiducia hanno colpito il Centrodestra. Gli orfani di Berlusconi sono precipitati a percentuali impensabili: siamo alla presenza di una vera e propria implosione, che evidenzia la mancanza di una concreta alternativa moderata...
Delusione di Casini anche per i risultati del suo terzo Polo che non è riuscito a intercettare i voti in uscita da PDL e Lega (nonostante un giorno sì e l'altro pure annunci nuove auspicate alleanze, nuove possibili convergenze e nuove sigle, rendendo approssimativo e ridicolo ogni 'cambiamento').
Delusione anche per Nichi Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà.
Il PD ha sostanzialmente tenuto, ma senza crescere.
Forte calo dei votanti, con un aumento dell'astensione che sfiora il 7%.
E' ipotizzabile che il voto di protesta del Centrodestra si sia manifestato con l'astensione e quello del Centrosinistra con l'appoggio ai Grillini.
L'antipolitica sta diventando un nuovo modo di fare politica, assolutamente alternativo.
Caratteristiche queste più del Centro-Nord, dove tra l'altro una lista No-Tav, ha sbaragliato destra e sinistra.
Nel Mezzogiorno la situazione appare un po' diversa. Abbiamo visto ricomposizioni del vecchio Centro, ritorni singolari di vecchi personaggi, un Movimento 5 Stelle in toni minori ed anche una minore astensione.Insomma, una diversa distribuzione dei consensi all'interno di un vecchio apparato, una continuazione ancora marcata della vecchia politica.
E l'Italia dei Valori? A parte il fenomeno Orlando (ma a Palermo la lista IDV ha poi fatto il 10,27%), toni molto mesti, con miserevoli percentuali intorno al 3% nelle città principali. E nei capoluoghi di provincia del vecchio Piemonte non è andata granché meglio: ad Asti il 4,09%, a Cuneo il 3,64% (nonostante il locale Consigliere regionale e un Consigliere comunale uscente), ad Alessandria il 2,97%... un vero ritorno ai minimi storici.
Per concludere, spiace che il Presidente Napolitano, in questo instabile inizio maggio, abbia inforcato gli occhiali da sole che gli impediscono di vedere il boom di Beppe Grillo, del suo Movimento 5 Stelle… e le migliaia e migliaia di Italiani che hanno creato questo boom.

Cari amici,

la recente ricerca delle studiose italiane Graziella Bertocchi, Marianna Brunetti e Costanza Torricelli dal titolo "Marriage and Others Risky Assets: A Portfolio Approach" ha evidenziato che se nel 1986 soltanto l'1,6% delle donne decideva le scelte economiche della famiglia, nel 2010 questo dato è del 30,8%. Tali dati coincidono con quelli inglesi, pubblicati dall'Institute for Public Research, i quali dimostrano che è notevolmente cresciuto il numero delle ragazze, nate negli anni '80, che hanno sposato un uomo di livello sociale inferiore. Ma i dati italiani e inglesi coincidono anche nell'indicare che un numero sempre maggiore di matrimoni vede la presenza di uomini e donne con analoghi titoli di studio. Nella famiglia di oggi, quindi, i ceti sociali si intrecciano ma contrariamente a quanto è avvenuto per secoli sono sempre più i maschi, e non le donne, a dover salire un gradino della scala sociale. Il sociologo Marzio Barbagli dice che negli ultimi decenni è avvenuto un rovesciamento dei ceti all'interno della coppia dove sono le donne ad avere, in misura sempre maggiore, ruoli e stipendi dominanti.
Questi dati confermano, secondo me, una realtà che tutti possono constatare nella vita quotidiana e cioè che le donne di oggi si dimostrano sempre più in grado di svolgere meglio degli uomini molti lavori. Spesso esse sono più determinate e più pratiche. In molti casi esse trovano più degli uomini soluzioni rapide ai problemi; per questi motivi sempre più donne assumono ruoli dirigenziali. Secondo me questo divario tra donne e uomini col tempo tenderà ad aumentare: le ragazze di oggi sono ancora più determinate e pratiche delle donne della generazione precedente mentre i ragazzi spesso si perdono nell'astrattezza e nell'indecisione.
Cordiali saluti.

BURLESQUE E BERLUSCUE

Mentre il Paese annaspa in una crisi sempre più grave gli imprenditori, vessati da Equitalia e senza fatturato, si tolgono la vita, un pelatissimo Cavaliere racconta le sue serate, ricordando come null'altro fosse se non gare di burlesue (in altre parole spogliarello). I giornali da lui posseduti, sempre meno venduti, esaltano il padrone, gli stessi che in autunno, mentre il Paese crollava, sostenevano come i problemi economici del Paese derivassero da falsità diffuse dalla sinistra.
Analogie con Maria Antonietta sono evidenti, ma come diceva Marx la storia la prima volta si presenta come tragedia, la seconda come farsa. Visto il personaggio in questione, e la sua attitudine alla commedia d'infimo ordine, possiamo affermare come quasi profeticamente il filosofo di Treviri pensasse a Berlusconi mentre alludeva ai volti della storia.

UNA PROPOSTA PER IL FINANZIAMENTO DEI PARTITI

Con quello che si legge sui giornali ogni giorno, scandalo dopo scandalo, ormai tutti siamo convinti che la politica cosi come è concepita costa troppo.
L'attuale sistema "dei rimborsi" si è dimostrato un meccanismo mostruoso, contro gli italiani stessi che hanno votato con i referendum di non volere finanziare i partiti, almeno in questi termini.
Spendo 100 e mi rimborsano 400: ci hanno preso per i fondelli e continuano a farlo. (continua - clicca qui per leggere)

Il torinese Giorgio Portis Segretario Amministrativo di Italia Attiva

Annunciamo con piacere che al Dott. Giorgio Portis, Segretario Regionale Italia Attiva Piemonte, è stato affidato anche l'incarico di Segretario Amministrativo/Tesoriere del nostro Partito.
All'amico Giorgio sinceri auguri di buon lavoro da parte di tutta Italia Attiva.

ITALIA ATTIVA A LOMBRIASCO (TO)

La sera di giovedì 26 aprile, nel salone comunale di Lombriasco, sarà presentata alla cittadinanza la lista di Italia Attiva che parteciperà alla locale competizione elettorale con un proprio candidato Sindaco, Raffaele De Santis.
Da anni impegnato nel sociale Raffaele De Santis è presidente dell'Associazione Onlus Santa Monica, che si occupa con grande attenzione di disabili, lottando per i diritti dei malati, contro quelli che sanno e non fanno nulla per aiutare. Un'associazione fondata da persone comuni che sanno cosa vuol dire essere abbandonati e credono in quello che fanno, mettendo le loro esperienze e conoscenze a disposizione degli altri.
All'amico De Santis gli auguri di buon lavoro da parte di tutta Italia Attiva.

Le decisioni del premier

Le decisioni del governo vengono definite dallo stesso premier «eque».
A mio parere egli dovrebbe dire, al massimo, che sono «le più eque possibili».
Infatti, i provvedimenti devono ottenere l'approvazione del Parlamento, massima espressione della classe politica, che rappresenta sia la maggior causa che il maggior effetto delle enormi storture del nostro sistema economico-sociale. E poiché sono convinto che Monti, senza il condizionamento della classe politica, prenderebbe decisioni ben più eque e quindi più efficaci per il salvataggio del Paese, ormai temo che anche lui sia una vittima sacrificale di questa difficile fase del nostro Paese.

POVERA ITALIA!!

In questi giorni stiamo assistendo a degli avvenimenti che a dire poco sono sconvolgenti, dopo il fallimento dei partiti tradizionali, che nominalmente sono in vita, ma nella realtà sono ormai imputriditi e stanno annaspando agitandosi convulsamente, sia a destra sia a sinistra.
Allo scandalo della Margherita si somma ora quello della Lega. Il fetore di un certo modo di fare politica ormai si fa insopportabile, ma l'italiano medio sta lì, non protesta, subisce e io mi chiedo: ma fino a quando?
Il governo Monti sta spremendo tutto quello che....... (clicca qui per leggere il testo completo)

INTEGRALISMO ED IPOCRISIA

Cosa lega fra di loro la famiglia Bossi, gli ultras del Bari coinvolti nelle scommesse ed Emilio Fede? Apparentemente nulla, in realtà in tutti questi tre casi (e ad onor del vero in molti altri) alla dedizione fideistica e quasi fanatica ad una causa si nascondono meschini interessi.
Come la famiglia Bossi ha sotratto dalle casse del partito i rimborsi elettorali per proprie spese personali, così gli ultras del Bari scommettevano affichè la propria squadra perdesse, oltretutto con gli arcinemici del Lecce.
Ed Emilio Fede? In pubblico si mostrava adorante verso il Cavaliere, ma in realtà cercava di portare al sicuro, in qualche banca svizzera, ingenti somme di denaro prestategli per risolvere presunti problemi economici.
E' sempre pericoloso chi non nutre dubbi, per sè stesso e soprattutto per gli altri. Quanti mlitanti onesti sono stati traditi da Bossi?
I sogni muoiono all'alba, ma per molti leghisti l'incubo è appena iniziato.

L'AQUILA E SARAJEVO

Oggi 6 aprile è una giornata particolare per ambedue le città, poste in altura ai piedi di montagne imponenti, sede la città abruzzese di un'antichissima Università, centro la capitale bosniaca di un'intensa attività culturale e celebre per la pacifica convivenza delle tre grandi religioni monoteistiche.
>Tre anni or sono come oggi L'Aquila fu scossa da un violentissimo terremoto, vent'anni ad oggi i serbi cominciavano a bombardare la città bosniaca.
Oggi L'Aquila è una città ancora da ricostruire, dopo i primi mesi in cui il berlusconismo mostrò il suo volto migliore e fu edificato un intero villaggio prefabbricato, il capoluogo abruzzese è stato dimenticato e lasciato a sè stesso, dopo la lunga e sanguinosa guerra la multietnica e dinamica Sarajevo è scomparsa, molti abitanti sono emigrati, i nuovi cittadini vengono dalle campagne, l'Islam, assai pronto ad aiutare nei momenti di necessità, si sta radicando.
Oggi, in epoche diverse è cominciato per L'Aquila e Sarajevo, un doloroso e tragico viaggio verso la sofferenza e le privazioni, e la notte è ancora lunga, l'alba di una nuova vita è ancora una chimera.

La crisi ed il Governo

Un piccolo imprenditore a Bologna si dà fuoco perchè non riesce ad onorare i debiti con il fisco, un altro a Novara tenta il suicidio ma è casualmente salvato da un pescatore, in Veneto nasce l'associazione parenti imprenditori suicidi causa la crisi economica, un quadro drammatico, terribile, buio come la notte più scura. Il Governo Monti, a cui va dato atto di aver salvato l'Italia dal naufragio, non riesce a comunicare con questa realtà massacrata da una crisi economica prima berlusconicamente ignorata e poi esplosa con una virulenza inarrestabile. Forse il Professore, uomo coraggioso, probo ed integerrimo, oltre alle cancellerie Europee, ai vertici monetari e ai workshop, sarebbe opportuno che andasse ad incontrare la gente per capire i problemi ed attivare provvedimenti che stimolino la crescita. Solo così la base del Nostro Paese potrà nuovamente iniziare a respirare e ad intravedere un futuro meno disperato.

Cari amici, Buona Pasqua....

Martedì scorso è stato pubblicato un interessante articolo dello storico Massimo L. Salvadori (Governo anomalo e ruolo dei partiti; La Repubblica, 27/3/2012). Salvadori, dopo aver illustrato le caratteristiche del governo dei tecnici (nominato, secondo lui, soprattutto a causa delle deficienze dei partiti, inconcludenti e litigiosi) ha scritto che "Guardando all'indetro alla storia d'Ialia, si vede che, quanto alla sua tipologia, l'odierno governo dei tecnici si delinea quale ultima manifestazione di un serie di esecutivi che - differentissimi per origini e caratteri e con finalità anche opposte - presentano però un elemento in comune: prendere vita, dopo il cedimento più o meno traumatico di un sistema di potere, per la forte determinazione e inizativa del Capo dello Stato".
A questo punto Salvadori ha citato i casi precedenti a quello di Monti: la nomina di Mussolini nel 1922, di Badoglio nel 1943 e di Ciampi nel 1993. Secondo lui Mussolini e Badoglio erano personalità autoritarie mentre Monti e Ciampi sono persone democratiche; ed essendo Monti una persona democratica che è impegnata a salvare l'Italia i partiti devono farlo governare senza imporgli diktat e senza farlo dimettere, due ipotesi che sarebbero controproducenti per il bene del Paese.
Secondo me il punto debole dell'articolo di Salvadori sta nel dare per scontato che Monti sia una personalità pienamente democratica.
Le sue esternazioni contro i giovani alla ricerca del posto fisso e contro i partiti e la sua battaglia per consentire alle imprese di poter liberamente licenziare i dipendenti, anche senza reali motivazioni economiche, fanno nutrire qualche dubbio in proposito.
In fondo anche Mussolini e Badoglio erano considerati uomini democratici quando sono stati nominati Primo Ministro.
Cordiali saluti.

Ti piace vincere facile, Ministro Fornero

Dire che siamo tutti rassegnati è poco. Il presente si commenta da solo.
Non capisco la buonafede e la mancanza di tempo, sia di tempo che di buonafede come sempre detto da sinistra, centro e destra ne erano piene sia l'emiciclo del Parlamento e del Senato, dal 2001 a 5 mesi fa.
Le nefaste e non veritiere lacrime di un Ministro della Repubblica, che si accompagnano alla sua arroganza professorale sia pur di passaggio nell'agone politico nazionale possano servire a far digerire una pillola amarissima ai pensionati italiani prima… e dopo dando una spallata e non paccata all'art.18, senza adeguati e consistenti fondi. Sarei dell'avviso di regalare al Sig. Ministro un tir di fazzolettini da naso.
Stia tranquilla Sig. Ministro alle pari opportunità, Bruxelles apprezza.
I tre Moschettoni, parodia dei tre moschettieri, sono diventati quattro. La triade si è allargata, di posti ce ne sono.
Berlusconi-Bersani-Casini più il Servizio Tecnico SPA.
Il livello è alto. E' bastato addentare le pensioni, aumentare l'età pensionabile, aumentare tasse, trombare tutti i lavoratori con la soppressione dell'art.18 ottenuto nel lontano 1970 con enormi sacrifici a colpi di scioperi. Ci si poteva risparmiare un governo tecnico? Tutti professoroni solo di teorie da cattedra universitaria mai messe in pratica, ma ora il teorema è spacciato come la panacea di tutti i mali, mano libera e via ai licenziamenti di massa. Una manna per confindustria e banche. Ci si poteva risparmiare tutto questo? Assolutamente no…… perché farci mancare anche questo.
Ci abbiamo guadagnato: da un Tremonti a un Monti solo.
La scusa è partita con lo spread, stessa differenza che passa tra un calcio nel sedere ed uno nei testicoli. Alibi perfetto ma se orchestrato bene come è stato fatto con l'Italia, fa male lo stesso.
Monti si è prestato a metterci la faccia su invito dello stesso Napolitano, non a caso è stato nominato Senatore a vita. Tanto sono i lavoratori, gli artigiani, le piccole imprese e i nostri anziani pensionati e quelli futuri a rimetterci, di tasca e di salute.
Proprio coloro che con infiniti sacrifici costruiscono oggi e hanno costruita quest'Italia.

Nuove pubblicazioni

Nuove pubblicazioni nella sezione "Lettere a Italia Attiva".
Abbiamo ricevuto, e pubblichiamo con piacere e condivisione di ideali, alcune interessanti lettere che potete leggere nella sezione apposita del sito.
Commentate pure liberamente, scrivendoci i vostri pensieri.

Diamo un nome!

Il mercato del lavoro, sostanzialmente si traduce nella commercializzazione al ribasso di persone che servono per lo sfruttamento e l'arricchimento di gente senza vergogna che paga uno e prende cento.
La corruzione ha sede e opera fondamentalmente nei partiti che sostengono il governo la cui gentilezza non impedisce di evidenziare che i provvedimenti anticrisi sono sostenuti e sono dunque opera proprio di quelli che hanno generato la crisi economica mediante una reiterata, e ancora in corso d'opera, diffusa pratica dell'illegalità che, a sua volta, è complice e genera evasori protetti, banche legalmente truffaldine, petrolieri famelici, assicuratori che di assicurato hanno solo il rendimento dei propri redditi, palazzinari, speculatori, truffatori e ogni altra genia di perversi dotati di colletti bianchi, che oggi, proprio oggi esultano per la garanzia di continuità. (Continua nella sezione lettere)

Cari amici di Italia Attiva,

la settimana scorsa il membro più autorevole dell'Associazione "Libertà e Giustizia", il giudice emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, ha reso pubblico un manifesto con il quale ha lanciato un grido d'allarme sulla situazione politica italiana. Zagrebelsky ha sostenuto che:
a) la democrazia critica è la versione liberale della democrazia perchè essa prevede che tutti pensano con la propria testa e che è escluso il culto della personalità;
b) la rinuncia alla politica alla lunga è un pericolo;
c) il governo tecnico è probabilmente il meglio che il tempo presente può offrire ma occorre riportare in onore la politica;
d) l'arduo doppio compito del governo è sia quello di salvarci dalla bancarotta che quello di salvare la sovranità nazionale e per questa seconda parte la tecnica non basta ma occorre la politica la quale deve rifondarsi.
Queste affermazioni sono giuste in linea di principio (in particolare quelle relative alla democrazia critica). Ma prima dell'avvento del governo tecnico la situazione politica italiana era giunta ad un tal punto di degrado che la rifondazione della politica (che va perseguita) sembra un obiettivo molto lontano da raggiungere. E' stata la pessima prova della politica a far raggiungere un livello stratosferico al debito pubblico italiano. Per questo motivo l'accordo firmato venerdì scorso da 25 dei 27 leader dei Paesi membri dell'Unione Europea sulla blindatura dei bilanci dei Paesi aderenti e sui percorsi di rientro dal debito da parte dei Paesi deficitari sembra più un tentativo benemerito di evitare la bancarotta dell'Unione Europea che una limitazione della sovranità del nostro e di altri Paesi. Ciò non toglie che i Paesi che non riuscissero a raggiungere gli obettivi di bilancio prefissati nei tempi stabiliti non dovrebbero essere eccessivamente tartassati. Sarebbe estremamente sgradevole se gli italiani o gli spagnoli subissero lo stesso spaventoso salasso che stanno subendo i greci. Cordiali saluti.

Il "giorno del ricordo"

Il 10 febbraio si celebra il giorno del ricordo, in coincidenza con l'anniversario di quel trattato di pace punitivo (Parigi, 10 febbraio 1947) che comportò la perdita delle terre dell'Adriatico Orientale e l'esodo di più di 300.000 Istriani, Fiumani e Dalmati. Noi venimmo via per sfuggire al regime comunista jugoslavo e alla sua politica di sopraffazione e di denazionalizzazione, vera e propria pulizia etnica condotta ai nostri danni tra episodi di una grande ferocia.
In Italia, dopo più di mezzo secolo d'ignoranza, d'insensibilità e d'indifferenza, sono intervenuti dei cambiamenti. Accogliendo un augurio espresso anni prima da Montanelli, il 10 febbraio 2003, il Governo dell'epoca, per bocca di Gianfranco Fini, vicepremier, chiese ufficialmente scusa ai profughi giuliano-dalmati e ai loro discendenti per la maniera in cui l'Italia li aveva per tanti anni trattati: "Il governo italiano vi chiede ufficialmente scusa per tutto ciò che è accaduto e per tutto ciò che colpevolmente i libri di scuola non hanno raccontato e insegnato". Alcune piazze e alcune strade sono state intitolate alle vittime degli eccidi commessi dai partigiani di Tito. È stato emesso un francobollo per commemorare il nostro esodo. Uno anche per ricordare il liceo ginnasio "G. R. Carli" di Pisino d'Istria.
Ma la posta con questi nuovi francobolli è giunta troppo tardi per i miei genitori e per tanti altri, che si sono spenti lontani dalle amate terre lasciando ai superstiti un lutto perenne per quel mondo distrutto.
"Finalmente, mi sono comunque detto, finalmente un popolo esce dall'ombra." Un popolo che ha dovuto un'infinità di volte sorbirsi l'attributo di 'slavo', mentre tenaci i mass media italiani hanno sempre usato il nome slavo - Pula, Rijeka, Pazin... - per le nostre località di nascita dall'antico nome italiano. Il non riconoscimento - ad un individuo, ad un gruppo, ad un popolo - del suo passato e della sua identità è un grave diniego che fa tremendamente male.
I giuliano-dalmati e i loro figli si sono inseriti pacificamente e silenziosamente nei nuovi approdi. Noi esuli non abbiamo espresso violenze, terrorismo e neppure un revanscismo urlante. Nella mite Italia è fiorito invece il terrorismo delle Brigate Rosse; rosse come la stella-emblema dei nostri carnefici.
I Giuliano-Dalmati hanno avuto diritto, in Italia, per tanti anni, alla celebrazione di Tito e del suo magnifico mosaico di popoli. Alla fine però il laboratorio jugoslavo, edificato anche sui nostri morti, è esploso nel sangue. Il "nuovo uomo socialista", esperto in autogestione e campione d'antifascismo, acclamato nei consessi internazionali ed oggetto di forti invidie in Italia, ha così potuto riproporre ai suoi vicini di casa la pulizia etnica e gli antichi metodi di morte. Questa volta, però, sotto i riflettori dei mass media.
In Italia, paese dall'antipatriottismo viscerale, l'apertura agli esuli trova i suoi accaniti resistenti. Per certuni di Rifondazione comunista, sui morti della foiba di Basovizza "non c'è nulla di dimostrato". A Marghera, per l'intitolazione di una piazza ai trucidati delle foibe, un commando di estrema sinistra sferrò un attacco violento contro i partecipanti. Diverse targhe ricordo sono state nel corso degli anni vandalizzate. Anche quest'anno, apprendiamo dai giornali: "Foibe: sfregio alla targa commemorativa", " Bandiere comuniste e jugoslave nel corteo dei centri sociali contro le foibe." Per la sindaca di Genova Vincenzi le foibe vanno ricondotte al fascismo: "Le foibe vanno ricordate nel contesto del fascismo." Non solo: un sondaggio choc rivela che ben 6 italiani su 10 non sanno cosa siano le foibe."
Ma ormai qualcuno parla, comunque, di noi: noi, il popolo che non esisteva. Al di là delle ideologie, dei discorsi di parte e di partito, dei distinguo e delle insinuazioni, e al di là della vera commozione, o anche dei clichés retorici rarissimi in verità, che si riconosca infine che quel trattato di pace sancì la sconfitta dell'Italia, con una resa incondizionata, e con la mutilazione del territorio nazionale, e con l'esodo di una popolazione inerme che ha vissuto delle tremende pagine di storia e che reca ancora oggi nel cuore un incancellabile fardello di memorie.

Nuovi incarichi in Lombardia

Abbiamo il piacere di comunicare che a decorrere da questo mese di gennaio ad assumere l'incarico di Segretaria per il Comune di Bollate di Italia Attiva è l'amica Amelia Gentile, che dal 1992 risiede a Bollate e dal 2005 svolge attività di volontariato presso l' Associazione  Genitori dell'Istituto ITCS Primo Levi di Bollate cui è Consigliere e vice-Presidente.
Amelia Gentile subentra all'amico Enrico Malatesta a cui va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni. Enrico ha fatto nascere e crescere Italia Attiva a Bollate e grazie alla sua intensa attività, condivisa con altre persone vicine al nostro partito, è stato possibile esprimere una lista di candidati per le elezioni comunali del 2010.
Enrico Malatesta lascia l'incarico Bollatese per assumerne subito uno più impegnativo, ovvero quello di Segretario Organizzativo Regionale Italia Attiva Lombardia, ove si occuperà della parte prettamente Organizzativa, Tesoreria e Comunicazione.

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Italia Attiva vuole:

  • Riformare profondamente lo Stato e la Pubblica Amministrazione
  • Trasformare politica e cosa pubblica, intese come vero servizio ai Cittadini
  • Rinnovare lo stato sociale, in difesa sempre dei più deboli
  • Riaffermare il diritto al lavoro, combattendo la precarietà
  • Affrontare le nuove povertà e il disagio giovanile
  • Esigere da tutti il rispetto delle regole
  • Rendere trasparente la gestione dello Stato Praticare una politica dei valori e dei diritti contro quella dei privilegi
  • Promuovere lo sviluppo di una sana economia di mercato
  • Diffondere la cultura del merito, dalla scuola ai concorsi, dagli incarichi alle candidature.
  • Agire ricordandosi che "L'Italia resta una nazione solo territoriale, forse neppure più quello, in primo luogo per la forza letale della disonestà intellettuale"