Voler individuare nella rete un ennesimo complotto contro il sig. Presidente Berlusconi, tale da minarne addirittura la sua integrità fisica, mi sembra oltremodo strumentale ma indicativo di un atteggiamento restrittivo che si vuole mettere in essere da parte di esponenti del governo, anche se facebook è uno strumento mediatico di grande impatto con una certa pericolosità. Non voglio prenderne le difese, ma negli ultimi quaranta anni della nostra storia repubblicana, dalle brigate rosse ai delitti di mafia, prima si è colpito il personaggio e poi se ne è rivendicata la paternità e la matrice. Ancora oggi emergono situazioni inquietanti e poco chiare sulle stragi mafiose che videro la morte di Falcone e Borsellino, tali da riaprirne le indagini. E tanti altri personaggi sono finiti sotto i colpi di proiettili per aver difeso la giustizia, il lavoro, i diritti sociali. La nostra Repubblica è in estremo pericolo e i fatti che si stanno susseguendo, in un crescendo esponenziale, rischiano di sfuggire di mano all’opinione pubblica ed ai meccanismi di tutela della nostra democrazia. Senza dubbio il capo del governo mira a destabilizzare le istituzioni democratiche, a svuotare di contenuto la nostra Carta Costituzionale, a neutralizzare gli organi deputati al rispetto della legge e dei diritti di tutti i cittadini, tentando di imporre un suo dictat finalizzato solo ed esclusivamente alla concentrazione dei massimi poteri in una sola persona. QUESTO SIGNIFICA IL RIPRISTINO DI UNA DITTATURA, L’IMPOSIZIONE DI UN REGIME. Lo stesso comportamento degli uomini di governo, il loro linguaggio, la loro arroganza, il loro pensiero, la loro proiezione nell’immediato futuro, visto in chiave retrospettiva fa venire in mente, i fasci, i balilla, i capolarati di mussoliniana memoria. E’ improponibile che a distanza di poco più di sessanta anni dalla fine di una guerra, ci ritroviamo a ripercorrere gli stessi errori e a riprodurre le linee di un percorso per gli stessi orrori che videro il popolo italiano schiavo, servo e succube di un sistema e di una idea. Non è facebook che vuole uccidere Berlusconi, è Berlusconi che vuole assoggettare il popolo italiano mettendo il bavaglio alla stampa, alla magistratura, alle istituzioni. E’ assurdo che tutti coloro che ora sono al governo parlino un unico linguaggio e facciano scudo intorno ad una persona; è assurdo, ma trova ampio consenso e logica nel disegno che si vuole perseguire e se qualcuno, consapevolmente, apre gli occhi, si rende conto di dove sta andando, tenta di ritornare nel mondo democratico della maggior parte degli italiani o è fatto fuori o è messo a tacere dal sistema. Non si può essere inconsapevoli del momento che si sta attraversando con la perdita dei valori, l’alleggerimento dei rapporti sociali, l’accentuazione delle discriminazioni etniche; non si può essere inconsapevoli che l’unico dio a cui tutti fanno riferimento è il dio denaro, non si può essere inconsapevoli che è l’unico mezzo che si sta usando per imporre solo ed esclusivamente una sola legge: quella del più forte. Gli italiani si sono fatti irretire da un sistema mediatico che ne ha dominato il pensiero, la capacità di razionalizzare le proprie idee, di esprimere le proprie convinzioni. Le luci abbaglianti di un qualche cosa di fumoso, di spettacolare, di certo, di appariscente, di leggero, di disinvolto, di possibile per tutti a basso costo, senza sacrifici o grandi impegni fisici e mentali; tutto questo messo a disposizione della massa ha convogliato il pensiero e la mano nel dare ad un uomo solo la possibilità di gestire la vita di un popolo, indipendentemente dai suoi trascorsi. Comandare non è certamente sinonimo di governare!!!. Il livello morale di tanta gente si è abbassato sensibilmente e questo fenomeno, alla base del disfacimento sociale, si osserva ogni giorno in tanti momenti della nostra vita quotidiana, nelle nostre attività domestiche, lavorative, nei rapporti con i nostri concittadini e con coloro che, nella nostra nazione, sentono il bisogno di realizzare una nuova identità. Ciò è alla base della chiusura mentale che i nostri governanti stanno dimostrando, quanto sia limitata la loro disponibilità alla fratellanza ed al benessere collettivo, quanto questo generi odio in tutte le sue forme e pericolosità. L’America ha fondato la sua democrazia sulla pluralità etnica, linguistica, culturale, sociale. E’ e rappresenta il massimo di una democrazia, pur se in certe forme a questa parola viene dato un contenuto di ben altra natura, ma comunque rappresenta, nel contesto mondiale, la più grande espressione di libertà per ogni essere umano. A che titolo il sig. Berlusconi con i suoi stretti ed interessati sostenitori vuole limitare la libertà, nella accezione del suo termine, del suo contenuto, del suo valore, della sua importanza, della stragrande maggioranza del popolo italiano che non condivide i suoi interessi e le sue vedute, imponendo il silenzio, limitandone le azioni, usando anche sottili metodi intimidatori? A questo dovrebbe guardare e fare una profonda riflessione il ministro Alfano quando crede e chiede di mettere il bavaglio alla rete a tutela della incolumità del premier, ricorrendo alla magistratura dallo stesso premier bistrattata ed offesa. Il popolo italiano, quello per bene, quello che non riesce a sbarcare il lunario, quello senza lavoro, quello della massa di precari prodotti dalla Gelmini, quello dei fannulloni a cui “fare il mazzo tanto” di Brunetta, quelli che ambirebbero ad un posto fisso, stranamente scoperto da Tremonti, tutti questi italiani non si sogneranno mai di far fuori il premier, con tutti i pensieri ed i problemi che devono affrontare ogni giorno. Potranno solo maledire il giorno che hanno messo la croce sul suo nome, sperando in un futuro migliore e augurandosi ancora di poterlo mandare a casa al più presto possibile: è questo il nostro sistema democratico, è questa la garanzia che ci viene dalla nostra Carta costituzionale e che si cerca in vario modo di abolire. Lunga vita al premier ed alla nazione e che governi ancora, fino alla fine del suo mandato, con equità, fedeltà alle istituzioni e alle leggi dello Stato alle quali nemmeno a lui è dato sottrarsi.

IL SEGRETARIO REGIONALE DI ITALIA ATTIVA CAMPANIA Dr. Franco Scognamiglio