Ancora oggi, come già in più occasioni, incontrando cittadini di Agropoli, ricevo parole di compiacimento per il mio comportamento nei confronti della amministrazione Alfieri .Qualche altro, attraverso Facebook, mi evidenzia come ancora è presente qualche particolare personaggio nella gestione delle attività di competenza comunale dell’area portuale. Qualche altro ancora mi ha fatto rilevare il congruo aumento delle tariffe relative agli ormeggi dei natanti per l’anno 2010 delle banchine comunali. All’indomani delle elezioni provinciali mi è pervenuta una denuncia relativa ad anomale affissioni di materiale elettorale. A dire il vero tutto l’esercito di candidati locali, chi più chi meno, è stato interessato da questo lieto evento. Non meno di qualche mese fa mi è capitato tra capo e collo un avviso di proroga su indagini in corso sulla vicenda STU. Devo convenire che nel corso della mia attività di chirurgo ospedaliero ho dovuto provvedere a stipulare una polizza assicurativa per il rischio chirurgico perché per quanto si cerchi di essere prudente, accorto e professionale si è sempre nel mirino di qualche denuncia e nella possibilità di essere condannato per imperizia, negligenza, imprudenza o per colpa grave. Nel corso della, se pur breve, esperienza politico –amministrativa locale, con gli strascichi derivati ed arginati, a tutela della mia privacy, non avevo considerato la necessità di una tutela assicurativa per fatti non connessi alla mia diretta attività amministrativa ma derivanti dallo scarso senso deontologico dimostrato da taluni esponenti della politica locale o ancor più per fatti determinati dalla irresponsabilità su talune scelte. E quando sento parole di compiacimento e di congratulazioni sulla mia decisione di aver preso le distanze da quell’ amministrazione, anche se con amarezza e senza alimentare ulteriori espressioni compiacenti, mi convinco, nel mio intimo, di aver fatto la scelta giusta e mi rivolgo al mio interlocutore con un modesto sorriso di assenso Mi rendo conto, sentendo le chiacchiere piazzaiole ma dando a queste peso e valore relativo, che alcune parole del nostro vocabolario quali: etica, deontologia, moralità sono ormai desuete e arcaiche. Per avere contezza del loro significato sono andato e ricercarle sul vocabolario Garzanti

Etica: “..nella filosofia aristotelica,le virtù morali che l’uomo realizza subordinando la propria azione a un principio razionale e scegliendo il giusto mezzo tra due eccessi”,

Deontologia:” .. dottrina dei doveri; complesso di norme etico sociali che disciplinano l’esercizio di una data professione”;

Moralità: ".. l’essere conforme alla norma del giusto e dell’onesto - norme di comportamento e di vita conformi a determinati principi”. Non so quanto questi vocaboli e relative definizioni sono applicabili al modo di fare politica nel nostro territorio.

Fra le mie letture ho un saggio di Norberto Bobbio: ETICA E POLITICA edito Mondatori e mi hanno colpito alcune asserzioni dell’autore che mi piace riportare integralmente. “ Il problema dei rapporti fra etica e politica è più grave perché l’esperienza storica ha mostrato, almeno sin dal contrasto che contrappose Antigone a Creonte, e il senso comune sembra pacificamente aver accettato, che l’uomo politico può comportarsi in modo difforme dalla morale comune, che un atto illecito in morale può essere considerato e apprezzato come lecito in politica, insomma che la politica ubbidisce a un codice di regole, o sistema normativo, differente da, e in parte incompatibile con, il codice, o il sistema normativo, della condotta morale”. Cosa può spingere taluno a formalizzare comportamenti ed atti che non hanno niente di etico, di deontologico e che possono essere definibili, sotto certi aspetti, immorali se non l’ansia ed il piacere di sentirsi protagonista di una frustrazione interiore inconscia? Oggi l’assenza di valori, la mancanza di una coscienza politica costruita lentamente con principi culturali storici, l’ambiziosità ed il desiderio di protagonismo a tutti i costi hanno generato una classe politica ambigua, rissosa, poco accorta ai reali problemi della collettività, disastrosa nelle scelte immediate, incapace di programmazioni a medio e lungo termine, avvezza alla trasgressione. In questa platea di personaggi in cerca d’autore mal si collocano aggettivi quali etico, morale, deontologico. Il futuro non è roseo ma come si suol dire: la speranza è sempre l’ultima a morire e usando una frase storica del nostro amato Eduardo: ”adda’ passà ‘a nuttata”.

Auguri per un sereno, trasparente, legalitario 2010.

Franco Scognamiglio