Tra moralità e sesso.. la lealtà della politica
Mi è capitato di leggere sul numero 5 di Micromega, un editoriale di Marco Travaglio: “ Chi ha trattato con la mafia” e alla fine della lettura ho avuto un senso di imbarazzo, di vuoto interiore, di una assenza totale dalla realtà che noi “comuni mortali” viviamo giorno dopo giorno, nella consuetudine delle nostre azioni, del nostro vivere quotidiano fatto, per la maggior parte, sempre degli stessi elementi, delle stesse parole, dello stesso tempo, in questa nostra vita disposta e regolata da qualcosa che ci sovrasta e che non riusciamo a controllare, ma appena a percepire, quando la nostra coscienza si avvicina ad un valore soglia subliminale che confina con una realtà che non ci appartiene, che non vorremmo essere nostra. Mi sono venuti alla mente gli ultimi fatti di cronaca che hanno riempito le pagine dei giornali e gli schermi televisivi: le dichiarazioni di perbenismo e di innocenza dei Mastella, il caso Marrazzo, le esternazioni di Berlusconi sui magistrati comunisti ( chissà perché non fascisti?), l’omicidio , in diretta, di un pregiudicato per mano del suo killer, l’indifferenza vista e raccontata della gente che, a dire della gente stessa, rappresenta un elemento di difesa della propria esistenza, della propria incolumità della propria sicurezza, essendo costretti a vivere, anzi a convivere con fenomeni delinquenziali quotidiani senza alcuna protezione, senza alcuna difesa, senza alcun controllo dello Stato. Ma di quale Stato ci dobbiamo preoccupare di invocare la tutela? A quali governanti ci dobbiamo rivolgere per avere legalità, equità sociale, rispetto per noi stessi? Il povero Pinocchio quando si accorse di essere stato depredato dei suoi danari si rivolse al giudice per avere giustizia e ne ebbe una condanna perché, povero allocco, non si era avveduto di avere di fronte dei malfattori e quindi, per la sua ignoranza, andava punito. Berlusconi qualche tempo fa coniò il termine “coglioni” rivolgendosi a tutti gli italiani che non lo avevano votato. Quelli erano una parte degli italiani. Oggi potrebbe estendere quell’ aggettivo a tutti gli italiani che ancora credono nelle favole e che sono stati ipnotizzati sia dai media sia dalla martellante caciara che una sera si ed una no siamo indotti a sentire, in prima serata, sulle reti pubbliche e private di rilievo nazionale. Ebbene quando leggo, nell’editoriale di Travaglio al capitolo – Berlusconi, un assegno a tre lettere - che in una perquisizione di mafia i militari scrivono su un foglio…..si legge…«Parte di Foglio A4 manoscritto, contenente richiesta all’onorevole Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive»; continuando la lettura, dalla stesso capitolo, emerge il rapporto esistente tra il Cavaliere e Provenzano già nel 1992 – 94, ancora, si parla di un assegno di 35 milioni di lire corrisposto da Berlusoni a Vito Ciancimino, si racconta che… Cosa Nostra per le elezioni del mese successivo ( marzo 1994), aveva deciso di appoggiare Forza Italia: qualche settimana prima – aveva raccontato - «i palermitani hanno indetto una riunione ristretta» a Caltanissetta con alcuni capofamiglia del nisseno e del catanese…..; si legge ancora:…«I vertici palermitani avevano stabilito un contatto con un esponente insospettabile di alto livello appartenente all’entourage di Berlusconi. Questi, in cambio del loro appoggio, aveva garantito normative di legge a favore degli inquisiti appartenenti alle varie “famiglie mafiose”, nonché future coperture per lo sviluppo dei loro interessi economici»….; questa lettura mi fa accapponare la pelle e non mi meraviglio che oggi, a distanza di tanti anni Berlusconi inveisce contro i giudici ed i magistrati comunisti che “..non avendo altro da fare, vanno a rispolverare processi o fatti del ’92, ’93, ’94. Non c’è da meravigliarsi che l’unico interesse di Berlusconi è quello di stringere le maglie della magistratura e modificare il sistema giudiziario per mettere a tacere le sue vecchie connivenze, pericolose per la integrità e la incolumità della Nazione. E’necessario che questi fatti vengano alla luce, che la magistratura svolga fino in fondo il suo ruolo con indagini serie profonde, trasparenti e rese pubbliche, senza invocare la copertura di eventuali segreti di stato. Chi vuole governare il popolo italiano, il nostro Stato deve avere la coscienza pulita e deve guardare negli occhi di ogni italiano e non di ogni “italiano coglione” con serenità d’animo e con lealtà, perché ogni popolo deve avere un governante, se non vuole incorrere in uno stato anarchico e fuori legge, ma questo governante deve saper meritare la fiducia di chi lo elegge. Le debolezze umane fanno parte della evoluzione ( o involuzione) dei costumi. Cleopatra passò dal letto di Cesare a quello di Ottaviano; i patrizi romani erano avvezzi alla pedofilia, gli eunuchi erano sempre presenti nelle corti dei vari signorotti, l’inquisizione mandava le streghe al rogo. In ogni epoca la sessualità è stata al centro del sistema sociale con i suoi vizi e le sue virtù. Oggi “si passa da una ford escort ad una ford trans” e si dà piena legalità alle coppie omosessuali facendo di questa devianza una casta privilegiata da guardare con sommo rispetto per non incorrere nel reato di omofobia. Ma l’omofobia è anche la mancanza di riguardo verso un immigrato o un clandestino o un povero cristo che fugge dal proprio paese per poter vivere, anche rischiando la vita. Non è necessaria una legge per indurre nelle nostre coscienze il rispetto per un altro individuo qualunque colore abbia la sua pelle o qualsiasi religione professi e lingua parli. Purtroppo anche il DNA della umana specie si è evoluto ( o involuto) nel tempo e, se non vogliamo prendere ad esempio Caino e Abele, quel gene che dovrebbe indurre il nostro Io a essere sensibile e disponibile a dare ai nostri simili il meglio di noi stessi, si è modificato sensibilmente generando indifferenza, cattiveria ed odio. A questo contribuiscono anche i comportamenti dei nostri governanti che nella sete di potere hanno trovato il pabulum per la loro conversione genetica. Se supero l’angoscia prodottami dalla lettura di Micromega e con il pensiero vado ai personaggi politici più vicini alla realtà campana, mi rendo conto che il mondo poi non è tanto vasto e certi comportamenti rappresentano la consuetudine della politica. Napoli forse era una città vivibile quando Bassolino era sindaco della città, la delinquenza era più contenuta ed il fenomeno spazzatura non era così evidente. Con la sua ascesa a Governatore della Regione la criminalità è esplosa, il fenomeno spazzatura ha fatto il giro del mondo, la sanità ha determinato un buco economico di proporzioni indefinite: insieme a Bassolino sono venuti fuori altri personaggi, non eletti dal popolo quali Montemarano, Valiante, per fare alcuni nomi, che in modo spudorato hanno fatto della politica un uso estremamente personale e clientelare rasentando comportamenti fra il mafioso ed il cammorristico: Montemarano imponendo ai Direttori generali il nome del figlio nelle elezioni comunali per il comune di Napoli, Valiante usando la sanità ad uso squisitamente personale, gestendola con uomini suoi imposti ai vari livelli gestionali. Non facendo uso di pizzini, il volere, dall’alto, veniva immediatamente trasferito ed esercitato, tramite pupi, alla periferia senza lasciare traccia. In barba ad ogni moralità, qualche sindaco per affermare se stesso e la sua ambizione di protagonismo non disdegnava di comprare voti a destra e a manca senza badare a spese e in quale letamaio andava a cercare grano, magari utilizzando anche l’arma della sessualità, non quale luogo comune ma espressione di differenza di casta. “Chi è senza colpa scagli la prima pietra” disse Cristo quando si tento di lapidare la Maddalena. E’ proprio necessario essere immorale per essere un uomo dedito alla politica???
Franco Scognamiglio
Segreteria regionale ITALIA ATTIVA CAMPANIA