Lettera di Dino Salati, capolista per Italia Attiva a Bollate

Avv. Dino Salati

Perchè partendo da considerazioni sull'assetto politico nazionale ritengo che il bipolarismo è definitivamente fallito e non poteva essere diversamente. Solo un sistema politico veramente democratico può reggere ai continui mutamenti delle esigenze della collettività, e democrazia non è tale se non è una democrazia partecipata, cioè realizzata coinvolgendo il più alto numero di cittadini in modo che siano protagonisti della gestione della cosa pubblica.

Ci si professa di idee di destra o di sinistra, destra e sinistra che spesso vengono confuse con fascismo e comunismo. Il dibattito di base su come comportarsi nei confronti delle “disuguaglianze” ha visto sin dall'inizio il formarsi delle due grandi aree di appartenenza, in quanto quelli di sinistra sono stati animati dalla convinzione che si può e si deve lavorare per la eliminazione di queste disuguaglianze, mentre la destra non ha mai voluto perdervi tempo ritenendo che sono ineliminabili.

Tra queste due posizioni estreme trova collacazione il Centro, che prendendo le distanze dall'una e dall'altra posizione ritiene di poter criticamente e costruttivamente intervenire in appoggio alla destra o alla sinistra per realizzare le necesarie riforme atte a realizzare i bisogni della maggioranza dei cittadini. I sostenitori, tanto del centro-destra che del centro-sinistra, sono contrari alla formazione di nuovi movimenti politici. Sono preoccupati solo di dare forza al gruppo di appartenenza, per sopraffarre gli avversari, non avvedendosi che senza la partecipazione del cittadino protagonista non vi può essere quella democrazia per realizzare la quale occorre partecipare ed essere partecipi nelle scelte.

Occorre realizzare in concreto quelo che è il principio di sussidiarietà, cioè i cittadini devono risolvere in proprio partendo dalle amministrazioni comunali, anzi dai consigli di zona, ciascuno le proprie esigenze, delegando alle sovrastrutture solo ciò che esula dalle proprie competenze, occorrendo una visione più ampia per una equa risoluzione dei problemi. Il bipolarismo ed il sistema di votazione maggioritario, prendendo le distanze dalla massa dei cittadini, hanno costituito in questi anni la negazione della democrazia per assicurare non più ideologicamente la conquista della maggioranza dei consensi per la formazione di un governo. Da ambo le parti la lotta è stata mirata alla conquista del potere per il potere, finalità questa che determina le spaccature tra gli stessi rappresentanti dei gruppi, mancando quella forza di coesione ideologica che costituisce il vero collante capace di tenere uniti e generare energia positiva e soprattutto di lavorare per la collettività.

La democrazia è e deve essere mediazione degli interessi dei vari gruppi sociali, e quando il cittadino è partecipe alle scelte e alle decisioni che possono diventare penalizzanti, ne accetta con convinzione anche i sacrifici che ne conseguono. Le radicate logiche del “potere per il potere” e i gruppi che le perseguono non lasciano spazio per la partecipazione fattiva e creativa, pertanto a livello personale, proprio nel ritenere di poter dare un contributo attivo e fattivo per la mia personalità matura e di esperienza in vari settori professionali che esercito contemporaneamente, e per quella carica di creatività ed entusiasmo giovanile che mi ha sempre contraddistinto, non potevo che apprezzare lo sforzo di quanti hanno con sacrificio, mossi da ideali di giustizia sociale e di democrazia partecipata, costituito le basi per far conoscere ITALIA ATTIVA a cui dedicherò le mie energie, a ciò invitato dai rappresentanti locali Delfino Parlato ed Enrico Malatesta, che mi hanno voluto riservare simbolicamente, in questa competizione elettorale, il posto di capolista.

Il comune di Bollate ha bisogno di rinnovarsi fuori dalle vecchie logiche e sono sicuro che dopo i traumi causati dalla separazione di Baranzate i cittadini saranno più attenti che mai nello scegliere i propri amministratori. A livello locale non si deve rimanere imbrigliati dalle esigenze del potere, né regionale né nazionale, e comunque vadano le cose a tali livelli si potrà lavorare ed ottenere risultati concreti proprio se svincolati tanto dal centro-destra quanto dal centro-sinistra. Il sostenere l'una o l'altra formazione, almeno da parte di Italia Attiva, dipenderà unicamente dai programmi che saranno oggetto di valutazione per verificarne la posizione più vicina alla risoluzione delle esigenze dei cittadini delle singole frazioni. I nuovi amministratori devono avere la capacità e l'onestà di riconoscere quanto di buono è stato già avviato dalle precedenti amministrazioni per completarne il più velocemente possibile l'opera senza trascurare, già dal primo giorno, di avere un occhio particolare per tutte le frazioni (Ospiate, Cascina del Sole, Cascina Nuova, Castellazzo). Ciascun aggregato ha esigenze particolari e le scelte devono scaturire proprio da chi ci vive tutti i giorni, e gli amministratori dovranno essere lo strumento atto a realizzare la soddisfazione dei bisogni senza favoritismi per determinati gruppi di cittadini a scapito di altri. Le frazioni dovranno essere spinte ad un confronto di stimolo costruttivo, in modo che ognuna sia invogliata a fare ed a dotarsi di strutture, in una “gara di partecipazione alla crescita e alla qualità della vita”, per assicurare futuro migliore ai propri figli, ma anche un presente dignitoso per se stessi e per le proprie famiglie, che non costringa ad uscire necessariamente fuori dal proprio territorio per ottenere i servizi essenziali .

La forza del consenso dei cittadini, fuori da ogni logica clientelare, sarà sicuramente importante non solo per ITALIA ATTIVA ma per tutti i concorrenti di questa competizione elettorale, nel formare un consiglio ed una giunta libera da condizionamenti, che abbia la forza di affermare solo ed esclusivamente gli interessi generali, e non particolari di questo o di quel gruppo che ritenga, o possa ritenere, che l'amministrazione comunale sia solo il mezzo per realizzare i propri interessi. Personalmente sono anche convinto che occorrerà trovare, con l'ormai Comune di Baranzate, una collaborazione tale che eviti la duplicazione di spese di amministrazione e riesca, invece, a valorizzare strutture condivise, anche di concerto con altri comuni limitrofi, ed a costituire una assemblea sovraccomunale (senza che ciò comporti sovrapposizione con gli enti gia esistenti), perchè si possa competere a livello regionale con la città di Milano, senza essere costretti ad accettarne incondizionatamente le scelte.

Fiducioso dell'attenzione critica del cittadino bollatese, sono certo che la presenza di ITALIA ATTIVA in questa competizione elettorale (ed essenzialmente di Delfino Parlato, che ha già dato prova di correttezza e di competenza oltre che di disponibilità per la comunità esercitando le funzioni di assessore in un settore difficile nella passata amministrazione), determinerà una riflessione ed un condizionamento per le altre formazioni scese in campo, perchè Bollate - finita l'epoca dei divorzi e delle separazioni - possa ripartire con spirito di collaborazione fra i tanti concorrenti, al solo fine di creare benessere per la città medesima ed i suoi abitanti.

Dino Salati