Tu dai una cosa a me, io do una cosa a te!!

La tirannia la chiamano populismo.
E' così che dalla manovra economica sembrano scomparsi gli aggiustamenti degli oneri dei politici e i loro sprechi non considerati spese pubblica, nel mentre si aumenta l'età pensionabile dei lavoratori, si bloccano i contratti dei pubblici dipendenti e non si toccano quelli della casta che non rinuncia, tra l'altro, al vitalizio, godendo pertanto di una pensione breve e sostanziosa dopo solo pochi anni di legislatura, oltre oneri aggiuntivi e lussi vari.
I responsabili, i Sindacati, i Partiti delle opposizioni, i Partiti del sud, i Partiti che si vantano di appartenere all'area moderata e cristiana, la Corte dei Conti, gli Organismi e gli Esperti dell'economia, la Confindustria, i Commercianti, La Banca d'Italia, ecc.ecc. avevano tutti pubblicamente preteso che si mettesse mano agli stipendi ed alle tassazioni dei lavoratori per riparare le ingiustizie, le iniquità e disuguaglianze che hanno fatto gravare solo su di essi e le loro famiglie tutti gli oneri della crisi economica, ancorché, questo si chiedeva per rilanciare la crescita e lo sviluppo civile.
La Confindustria ora dice che la manovra è interessante. I Partiti supposti cristiani, vedi Casini, riferiscono che è puerile parlare delle riduzioni delle spese contro la casta politica, alcuni altri oppositori sono stati toccati dalla santità ed ora fanno sapere che avverso il Presidente Berlusconi è finito l'odio. i Sindacati stanno convenientemente zitti. L'Iva non si tocca. Le transazioni in borsa vengono considerate fuori dal mondo. I commercianti non protestano, le godurie si perpetuano, Gli evasori (quelli veri) ringraziano.
Ora sappiamo che questa gentaccia accusava falsamente Berlusconi perché, di tutto si può dire, ma non che Egli abbia bisogno di pensione e di stipendi statali. L'interesse economico condiviso tra opposizione e governanti, non riguarda certamente Berlusconi. Questi burattinai non conoscono il significato di bene comune. Non vogliono concorrere e rinunciare al godimento di sostanziosi redditi improduttivamente percepiti e di uno stile di vita non guadagnato. L'economia per loro sottende gli "affari" e tutti praticano lo stile cilipodiano alle spalle del suo creatore. Odi e false amicizie ronzano intorno alle ricchezze e alla speranza di arricchimento con uguali interessi e la dicono lunga sul senso etico e morale di certa gente che pensa di poter articolare l'odio come una essenza che si attiva a comando a seconda di usi ed interessi propri. Gentaccia. Falsità, vergogne, mistificazioni, sono l'essenza comportamentale di personaggi che hanno distrutto il Paese per affari prettamente loro e hanno comodamente trovato un capro espiatorio.
Ora si capisce che siamo stati tutti ingannati da una tirannia molto più diffusa e volgare che ha indotto anche noi ad avversare un uomo solo, che ha sicuramente delle colpe gravi, ma non quante e quelle loro. Non è democrazia questa, ma tirannia che spartisce tra di loro e in comune accordo le nostre miserie.

Chi non ha vergogna, mai c'è l'avrà

Un canto recita " chi non ha vergogna, mai c'è l'avrà".
Il Presidente, riferendosi al caso Bisignano, ha detto che non considera civile il paese che pubblica le intercettazioni che non hanno valenza penale.
Significa forse che ha deciso di permettere alla Magistratura di utilizzare quelle penalmente rilevanti di Cosentino e Papa?? E come si vuole considerare il caso "Boffo"?? Che generi sono quei giornali e quelle televisioni che fanno soldi fotografando e pubblicando le intimità dei vip, i gossip e le loro nudità fisiche e morali? È forse educativo il "grande fratello" fatto apposta per stimolare perversioni e debolezze?? A cosa servono quei programmi televisivi studiati per spettacolarizzare anche le sofferenze ed il dolore delle persone?? E come si devono appellare quei giornali che hanno pubblicato, anche e soprattutto falsamente, notizie per aborrire gli avversari? Come s'interpreta la campagna elettorale di Milano?? Cos'è un'altra opportunità per predicare bene e fare male come nel caso delle leggi sulla prostituzione che non servono ad aiutare, difendere e recuperare quelle povere fanciulle, ma solo a portarsele in casa?? A quale livello di civiltà si colloca il metodo "Cilipodi""??? E' forse civile che il destino delle genti di questo Paese, in grande maggioranza oneste e laboriose, sia determinato nel modo che si evince da quelle intercettazioni considerate incivili? Peraltro, da personaggi non eletti o, quanto eletti, immischiati in azioni degne di meschinità. Come è possibile che la crescita civile e culturale dell'Italia possa essere indirizzata e guidata da personaggi a cui manca l'essenza del bene collettivo e totalmente l'idea del merito e dell'intellettualità?? E' questo il motivo per cui l'asino chiede agli altri di studiare?? dopodiché, non riuscendo a raggiungere il loro "livello" li considera la parte peggiore del Paese??
Se siamo giunti già alla P4, cosa succederebbe dopo una legge che fa divieto delle pubblicazioni ? P5, P… P…ecc.?? non sono bastati dieci anni di menzogne e di affari, raccontati da giornali e televisioni che ancora recitano su ordinazione?? Si aspira forse all'esclusività??
Ma in mano di chi siamo!! E' veramente incivile tollerare ancora tutte le indegnità che hanno collocato il nostro Paese tra le vergogne del mondo laddove, una volta, eravamo di riferimento esemplare per tutta l'Europa.
E' ingiusto che il futuro dei nostri figli dipenda da persone che restano incollate dove sono, solo per accattare stipendi e privilegi fino e all'ultimo minuto.

La sopportazione si sta trasformando in stupidità

Senza pudori, senza inibizioni, violenti e contrari ad ogni espressione di volere democratico. E' una mera violenza il proposito di chi pensa, dichiara, chiede, suggerisce e forse si appresta ad attuare una manovra economica che massacri ulteriormente le genti più debole di questo Paese. E' un atto delinquenziale che farebbe male ai nostri figli più di quanto non sia stato già fatto alle nostre famiglie. E' una barbarie arrogante e volgare quanto aggressiva e prepotente. Si vocifera di ulteriori riduzioni degli stipendi dei redditi dei dipendente e, taluni affermano anche che tali oneri dovrebbero gravare principalmente sui dipendenti pubblici oltre che sui residui di quelli privati, come se fossero loro i malfattori e gli artefici di quelle lordure che sono all'attenzione della Magistratura e che hanno condotto il Paese al massacro morale, comportamentale, etico e politico, oltre che economico.
Siamo tutti indebitati all'ennesima potenza, la possibilità di resistenza è esaurita come le risorse, le scorte, i mezzi e le possibilità di "mettere pezze" e con essa, la pazienza e la sopportazione nei riguardi di questi malfattori.
La sopportazione si sta trasformando in stupidità e viene interpretata come la possibilità di superare i limiti. Il rispetto delle regole è unilaterale e viene osservato solo dalle persone oneste e per bene che vengono continuamente vessati e raggirati da una organizzazione che dovrebbe invece proteggerli. Il senso dello stato e della democrazia, è vivo soltanto tra le persone umili che, dediti come sono alla quotidiana sopravvivenza, sono anche costretti a non prestare attenzione ai saccheggi che gente bocciata tre volte, con menefreghismo, perseveranza e perversione, perpetua con la sottrazione di risorse alla povera gente per l'arricchimento, tra gli altri, di indagati e &, che sono anche protetti dagli Organi giudiziari, ai quali si vuole impedire d'intercettare le loro schifezze.
Da sempre il bene si oppone al male. E' un diritto/dovere proteggersi da persone di questa specie che considerano la democrazia una merce che si acquista, a spese nostre, con la moneta cilipodiana. Ci sono in questo Paese organismi di garanzia democratica che, devono intervenire al cospetto di ingiustizie che si perpetuano oramai senza pudore e senza vergogna. La via del bene, dell'interesse collettivo, della partecipazione ed anche del sacrificio comune, non può essere svenduta, arbitrata o gestita da chiunque abbia avuto e/o detiene rapporti con corrotti e corruttela e/o da chiunque altri scambia la rappresentanza come una delega per affari. Subire le angherie e le afflizioni imposte da chi coatta il suo prossimo con lucida impostura, non è democratico e, la sopportazione non è un dovere quando è sfacciatamente conseguenza di principi oscuramente fondati su iniquità ed ingiustizie.
In uno Stato rispettoso del suo popolo, il bene collettivo è senza distinzioni tra ricchi e poveri, tra imprenditori e dipendenti, tra mente e braccia e non ha bandiere. Quando invece s'ignorano le regole democratiche per sbaragliare la povera gente che non fa per mestiere artifizi e intrichi, quel popolo ha diritto di rivendicare la libertà, il ripristino della democrazia, la difesa della famiglia e il rispetto delle istituzioni rappresentate solamente da persone di illibata condotta morale e civile. Stanno costringendo la gente per bene a rischiare di diventare come loro o, di opporsi a loro con gli stessi mezzi. Vogliono la gazzarra e il disordine, cercano motivi per evitare l'attenzione sulle loro malefatte.

Rifiuti, bancarotta, peculato e ignoranza.

(ANSA) - MILANO, 20 GIU - La Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo una serie di perquisizioni, anche negli uffici del Comune di Napoli, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Milano su un peculato da 50 milioni di euro relativo ad una societa' che avrebbe dovuto riscuotere le tasse sui rifiuti, ma si sarebbe intascata i proventi. L'inchiesta ha portato all'esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare e tra gli indagati, a quanto si e' appreso, ci sarebbe anche un alto dirigente del Comune di Napoli. Nell'inchiesta viene contestato alla societa' anche il reato di bancarotta fraudolenta. Per questo l'inchiesta e' affidata alla procura di Milano poiche' la societa' ha sede a Milano e il reato piu' grave, quello di bancarotta, attrae il reato di peculato. (ANSA)
Il Ministro "Calderoli" diceva di essere onorato di avere impedito l'adozione del decreto per l'emergenza rifiuti a Napoli. Aveva poi aggiunto che la colpa è dei Napoletani e pertanto devono tenersi la spazzatura in casa.
E' evidente che la notizia che riguarda 50 milioni di euro rubati dal Nord Italia al Sud Italia, che pagava regolarmente le tasse per la N.U. non sottende il fatto che una Regione sfrutti l'altra ma, solo che i ladri non conoscono limiti territoriali, che sono partisan e, che l'epoca attuale li favorisce, li difende e talvolta, li onora con la rappresentanza in Parlamento, com'è il caso di quel tale condannato per mafia, o, tal altri, a cui si vuole permettere di sottrarsi all'arresto per motivi di giustizia. La notizia, fornisce anche altre informazioni e cioè, che la Magistratura c'è e combatte, che la voglia di pulizia e la lotta per l'arretramento di malfattori e delinquenti è in atto e che, chi vorrebbe fare delle distinzioni mettendo le distanze tra i luoghi fisici e tra la solidarietà di chi l'abita, distingue se stesso riuscendo a dimostrare che i veri limiti sono quelli del suo cervello da cui discende l'incapacità a rappresentare 60 milioni di abitanti che non sono alla sua portata, perché di grado e livello superiore.

Eduardo e la pernacchia

Eduardo De Filippo, nell'oro di Napoli, interpretava un saggio che, ai concittadini che l'interrogavano circa le vessazioni subite da un nobile locale che voleva la strada sgombera dalle bancarelle al suo passaggio in carrozza, suggerì di accogliere lo stesso personaggio, con una pernacchia durante il suo transito, peraltro modulata con l'arte e l'ironia propria della napoletanità. Il metodo può essere adottato in tutta Italia nei riguardi dei boriosi che sono al potere, ovunque si presentano, una buona pernacchia potrà annunciare la loro presenza. Se poi, le pernacchie sono migliaia, tanto di guadagnato. Non è reato.

Pensieri post votazioni

Se avessi saputo che il voto sui referendum e il voto amministrativo si poteva tradurre in vessazioni e produrre l'allontanamento, la criminalizzazione ed il razzismo nei riguardi dei migranti per mere ragioni di mantenimento del potere e dell'impunità, non avrei votato. Sarebbe stato mille volte meglio subire l'arroganza, la stupidità e l'appropriazione del bene collettivo che avere risultati opposti e contrari a quelli che con il voto s'intendevano evidenziare e favorire. Il nostro è il Paese da dove sono partiti migliaia di missionari italiani per andare verso quei popoli che ora cacciamo. Qui San Pietro ha avuto mandato di costruire la Chiesa di Cristo e presso di noi aveva storicamente sede la solidarietà e l'esemplarità cristiana. Sono proprio quelli che si autodefiniscono politici cattolici, che mettono sotto i piedi la sostanza, i valori e la verità che contraddistingueva il nostro popolo. La politica del ricatto e della ritorsione è una politica delinquenziale. La politica del falso è opera malefica. La politica finalizzata a propri interessi è dannata e maledetta.

Come fare una riforma fiscale che non riforma.

Oggi, si è udito il Ministro Tremonti, in un convegno con i giovani industriali a Santa Margherita Ligure, esporre una dottissima, moderata e addirittura socialmente utile narrazione sullo stato delle finanze in Italia, sui mutamenti geopolitici e i nuovi assetti dell'economia monetaria e del mercato, sulla persistente speculazione, sull'evasione fiscale e i maggiori recuperi operati dallo Stato destinati in favore delle classi più disagiate. Tutto l'insieme ha lasciato intravedere un'ipotesi razionale della riforma fiscale possibile in favore del lavoro, dei giovani e delle famiglie con figli. Il lupo perde il pelo e non il vizio. A Napoli lo chiamano il gioco delle tre carte. In questo caso, consiste nel mostrare un'immagine pubblica del benefattore che vorrebbe fare, ma è impedito dal benefattore che vuole preservare il bene collettivo. Se si scoprissero le carte, dietro il paravento potrebbero apparire erogazioni che ci sono e che potrebbero favorire categorie e regioni. Non serve un economista per capire che l'unica equa riforma fiscale possibile sarebbe quella che prevede una diminuzione delle disuguaglianze, una riduzione dello spreco e dell'accaparramento delle risorse da parte della politica, la ricostruzione e la tutela del bene collettivo fondata anche su azioni di contrasto alla corruzione. L'ipotetica riforma Berlusconi/Tremonti, a mente dei supposti ragionamenti, si profila in linea con la politica che ha caratterizzato fino ad oggi il Governo del Paese e, non avendo nulla a che vedere con l'appartenenza ideologica di destra o di sinistra, ma solo con il profitto, evidentemente sarà effettuata su norme che toglieranno lo "000,000000/10.000" delle tasse dai redditi dipendenti e dei pensionati (sempreché, dimostrino di non superare un reddito di settemila euro all'anno e che abbiano dieci figli a carico – escludendo dal conteggio parenti disoccupati, nipoti e consimili), e poi, in nome del supporto e rilancio dell'economia, prevedrà certamente benefici, sostegni e sanatorie per coloro che troveranno nuove forme di sfruttamento dei giovani, semmai anche ottenendo danari dello Stato, ecc.ecc.ecc. L'evasione fiscale. Fino ad oggi, è stata operata mediante recuperi sostanziosi, forzati e strozzanti, prevalentemente solo dalla povera gente con redditi fissi che non ha potuto pagare multe, bollette, vecchia carcassa d'auto, e, così via, per dipiù, costringendoli a dissanguarsi con prestiti erogati da quegli stessi che sono stati gli artefici, (sarebbe meglio parlare di artifizi), della crisi economica da cui ricavano il massimo vantaggio normativo e materiale oltre che di supporto e di assistenza. Una lotta seria all'evasione fiscale, attese le conseguenze immani per il Paese, comprenderebbe sopra un certo reddito, il sequestro dei beni da affidare all'amministrazione dello Stato e la prigione. L'evasione e la corruzione vanno di pari passo e, avversa la stessa non s'intravede il varo di norme che necessariamente devono essere severe pari a quelle previste per i mafiosi, atteso che chi la opera, si caratterizza alla stessa maniera dei delinquenti organizzati, produce i medesimi danni sociali ed economici all'Organizzazione dello Stato e lede il principio fondante dello stare bene insieme in una collettività che vive in conformità a regole equilibrate e condivise. La politica ha oramai adottato la caratteristica delle aziende dedite al profitto esonerato da regole etiche e morali avendo nello statuto la capacità e la possibilità di diffondere l'idea che ciò che si sottrae al bene comune è legittimo e giustificato. Sono le aziende del miracolo economico che non producono disoccupati. I loro non eletti, giacché tali, trovano la premialità perfino con l'impiego nelle stanze dello Stato, indipendentemente dalla transfugazione che li caratterizza, ancorché, siano stati scartati dagli elettori per il loro malfare. Gli eletti, possono invece confidare sulla possibilità di affidare incarichi e lavoro a parenti e amici. Tutto l'insieme mangia il bilancio dello Stato ma loro si ritengono intoccabili e chi li avversa sarebbero populisti. Loro prendono, gli altri pagano. L'affare rende. Tanto è, che quando si tratta di farsi eleggere loro stessi diventano populisti per il tempo necessario a promettere riforme per dimezzare i costi della politica. Per ripristinare i luoghi della politica che erano fucine per la crescita civile e sociale del popolo, servirebbero giovani portatori nell'intimo, dell'idea e della pratica di servizio verso la collettività, che contraddistingue il mondo cattolico tra quelli che fanno senza far conoscere e che operano senza pretendere. Purtroppo, sono proprio queste caratteristiche che li rendono incompatibili con quelle aziende. La riforma del fisco che s'ipotizza, non rimetterà in movimento l'economia del Paese perché s'intravede fondata su meccanismi immutati e immutabili, che escludono il ricorso alla giustizia sociale e all'equità e non vogliono ridurre il profitto di quanti si arricchiscono sullo sfruttamento e sul malaffare. Nessuno vuole togliere ai ricchi ciò che gli appartiene. Il tempo degli espropri proletari è sotterrato e chi vi aspira, è peggiore di quelli che sfruttano il lavoro. Si vorrebbe soltanto una giusta mercé per chi lavorando mantiene e costruisce il Paese con i propri sacrifici. Si aspira al diritto universale a costituirsi una famiglia che viene prima da ogni altra esigenza nazionale e contrasta con l'egoismo di chi le risorse le sottrae e impedisce di fatto le unioni legittime. Si chiede una necessaria e giusta prerogativa per il futuro dei giovani che corrisponde al benessere stesso e alla sopravvivenza della Nazione, mediante una vera politica occupazionale, produttiva e industriale che, unisce il mondo del lavoro e dell'imprenditoria anziché costituirli in caste. Una riforma che si preannuncia avvertendo che queste cose non possono essere realizzate, serve soltanto a chi vuole poter dire di aver mantenuto gli impegni senza porre mano a giustizia ed equità, come facilmente e da tempo, si poteva fare con leggi eticamente ed anche moralmente e civicamente fattibili se fossero fondate sulla condivisione del benessere comune e sulla reciprocità. "For dalle ball" Lega nord !! Sua Eccellenza la Cardinale di Milano risponde pedissequamente ogni giorno alle richieste del Creatore e il Suo fare, è indirizzato al bene di tutti, quello vero, quello sincero, quello che comprende anche voi e quello che, se vi riconoscete cattolici, potete comprendere e condividere. Se invece la vs identità e solo elettorale, rivolgete le 10 domande al Vs interlocutore, alleato e sostenitore, perché ne avete già adottato il metodo e le parvenze oltreché le sorti politiche.