Preferisco non crederci, ma è vero. Purtroppo ci stanno per l'ennesima volta prendendo in giro in un modo così eclatante da sfiorare il ridicolo. In un silenzio che ha dell'incredibile siamo riusciti ad abrogare il referendum abrogativo sui servizi pubblici locali.
I più ricorderanno che il 12 e 13 giugno 2011 si sono svolti i referendum popolari su 4 quesiti ed il 20 luglio è stato pubblicato il d.P.R. che ne ha proclamato l'esito (per cui i 4 quesiti referendari hanno conseguito l'effetto abrogativo con effetto dal 21 luglio).
Il quesito n. 1, riguardava le forme di gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica nel loro complesso (e non solo del servizio idrico… anche se nella fase pre-referendum ha prevalso l'attenzione solo su questo aspetto, sia sul versante dei favorevoli che dei contrari all'abrogazione).
Poi, vi è stato l'intervento della c.d. Parti Sociali (36 organizzazioni) che, congiuntamente, hanno formulato alcuni proposte per affrontare la situazione di crisi economica, tra i quali uno riguardava le liberalizzazioni e privatizzazioni dei servizi pubblici locali, e, successivamente, è stato emanato il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, il cui art. 4 è rubricato (!) "Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dell'unione europea".
Ebbene, l'art. 4 del decreto legge ripropone i medesimi testi e molte delle disposizioni abrogate dall'esito referendario sul quesito n. 1.
L'adeguamento si concretizza con una riproduzione, in altre parole… abrogando l'abrogazione!
E dire che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 24 del 26 gennaio 2011, nel dichiarare l'ammissibilità del quesito referendario, aveva anche indicato quali ne sarebbero stati gli effetti, in caso di abrogazione delle norme che ne formavano oggetto!
Certo, non è stata riproposta l'intera formulazione abrogata, ma la sua "polpa": inclusa la regolazione dei c.d. "affidamenti non conformi" (con aggiustamenti dei tempi per la loro cessazione, senza necessità di apposita deliberazione dell'ente), i divieti di acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, di svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, direttamente, o tramite altre società controllate o partecipate; altresì il divieto di partecipare a gare, per le aziende che gestiscono (di fatto o per disposizioni di legge, di atto amministrativo o per contratto) servizi pubblici locali in virtù di affidamento diretto o comunque senza gara ad evidenza pubblica.
La volontà popolare, espressa con il referendum, è salva? Diciamo che è stata salva per un mese, dal 21 luglio al 13 agosto…
La stessa manovra rende praticamente obbligatoria l'istituzione dei Consigli Tributari in tutti i Comuni: quelli che non istituiscono il Consiglio Tributario entro il 31-12-2011 sono infatti esclusi:
a) dall'incremento dell'incentivo antievasione previsto dalla manovra (dal 33% al 100% delle maggiori somme recuperate)
b) dallo sconto del 30% sul taglio dei trasferimenti agli Enti Locali derivante dalla c.d. "Robin Tax".
Per chi ancora dubitasse, di seguito alcuni link:
Qui c'è una tabella con le novità
E qui la Manovra Bis
Se volete rendervi conto della presa per i fondelli, scorrete la seconda tabella, ed alla voce "Servizi pubblici locali" leggerete questo:
Nuova liberalizzazione che reintroduce l'art. 23-bis del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 precedentemente abrogato dall'esito del referendum del 12-13 giugno 2011 (scheda rossa).
Se non vi sembra una presa per il c**o, ditemi voi cos'è.....
Tutto questo ovviamente a danno di tutti i cittadini italiani noi compresi che hanno votato si al Referendum abrogativo.
Ma le opposizioni dove sono? Lo stesso Di Pietro tace. E Bersani? e gli altri? Come mai la sinistra radicale che notoriamente attacca il governo un giorno si e l'altro pure non ne fa cenno alcuno? Tutto sotto silenzio!!
Possibile mai che tutti coloro che si atteggiano a ultimi difensori estremi della democrazia, magari fautori di proposte di legge di iniziativa popolare non si siano accorti di quanto stava accadendo, scadendo così facendo nell'inaffidabilità?
Ci chiediamo: possiamo pensare che la raccolta firme per del Referendum sia solo servita per incrementare le casse di un qualche partito, visto e considerato che per ogni firma posta in calce vi è un rimborso di 0,30€ (scusateci, non è malizia, è matematica).