E' andata.... Italia Attiva chiude i battenti

Cari lettori, carissimi sostenitori,
noi di Italia Attiva, dopo tutti questi anni di intenso impegno, abbiamo deciso di sospendere la nostra attività politica.
La decisione viene presa per svariati motivi, ma soprattutto per le scarse motivazioni che l'attuale e tristissimo panorama politico italiano offre, e per impegni personali che ci hanno impedito il regolare svolgimento di un'attività politica compatibile con le nostre aspirazioni.
Alcune considerazioni di carattere squisitamente personale: sin dalla nascita di Italia Attiva i problemi della nostra Nazione sono stati simili: oggi la questione "flussi migratori", o la questione "la banda di incapaci che storicamente ci governa", ieri altro..... sempre problemi gravi, sempre dimenticati in poco tempo.
Questa situazione, in fondo, in parte ce la meritiamo: gli Italiani hanno dimostrato storicamente di non saper esercitare il loro diritto al voto, e quindi ora non possono lamentarsi, e debbono godere di quanto i nostri simpatici e generosi governanti ci omaggiano.
Siamo stufi di lottare, siamo stanchi di predicare buonsenso a chi in realtà ama crogiolarsi nella propria miseria, per poi lamentarsi ad ogni piè sospinto.
Siamo nelle mani di Dio, e possiamo solo sperare che Nostro Signore sia con noi clemente.

Flussi migratori

Premetto che intendo sostenere concetti socio-politici che non mi sono totalmente propri (grazie a Dio, non sono un governante), ma che credo non si possano più sottovalutare. Mi riferisco al problema dei crescenti flussi migratori di massa e senza limiti verso l’Europa. Credo che sia non utile e pericoloso accusare populisticamente di egoistica mancanza di solidarietà umana gli Stati recalcitranti. Penso che dovrebbe essere chiaro per tutti che siamo di fronte ad un fenomeno migratorio che, per dimensioni e per la prevalente matrice religiosa dei migranti, con non irrilevanti pericoli di destabilizzanti infiltrazioni terroristiche, potrebbe verosimilmente avere gravi conseguenze sui futuri assetti politico-sociali dei Paesi ospitanti, che per altro vivono già una loro grave crisi economica e sociale. Credo, inoltre, che i Paesi che sempre più si oppongono ad ingressi senza limiti di migranti non possano essere accusati, fra l’altro, di disattendere le “regole europee” se queste diventano seri e concreti strumenti di pericolose destabilizzazioni interne. In proposito, penso risulti chiaro che anche su questi argomenti l’Europa mostri i suoi evidenti limiti non essendo (e chissà se mai lo sarà) una vera Unione politica. Penso che chi si appella, sic et simpliciter, alla solidarietà umana, con un palese e potenzialmente autolesionistico buonismo populistico, non concorra concretamente ad una vera soluzione del grave problema, che, invece, dovrebbe essere ricercata nella stabilizzazione delle situazioni nei Paesi di provenienza. Quando il Papa fà accorati appelli all’evangelica solidarietà umana ed all’accoglienza fraterna ed illimitata certamente fà il suo mestiere, ma su di lui non grava alcuna responsabilità politica. I governanti europei devono governare al meglio i loro Paesi nell’interesse dei loro popoli, non guadagnarsi il Paradiso.

Il Movimento Italia Attiva vuole:

  • Riportare l'onestà nella politica
  • Riformare profondamente lo Stato e la Pubblica Amministrazione
  • Trasformare politica e cosa pubblica, intese come vero servizio ai Cittadini
  • Rinnovare lo stato sociale, in difesa sempre dei più deboli
  • Riaffermare il diritto al lavoro, combattendo la precarietà
  • Affrontare le nuove povertà e il disagio giovanile
  • Esigere da tutti il rispetto delle regole
  • Rendere trasparente la gestione dello Stato
  • Impegnarsi contro ogni forma di violenza sulle donne
  • Praticare una politica dei valori e dei diritti contro quella dei privilegi
  • Dare priorità politica alla lotta all'evasione fiscale, una battaglia di civiltà. Stop a condoni e prescrizioni per i reati fiscali.
  • Promuovere lo sviluppo di una sana economia di mercato
  • Diffondere la cultura del merito, dalla scuola ai concorsi, dagli incarichi alle candidature.
  • Operare per una sanità pubblica efficiente, responsabile ed all'avanguardia, attenta alle esigenze dei malati e non a quelle della politica
  • Agire ricordandosi che "L'Italia resta una nazione solo territoriale, e forse neppure più quello, in primo luogo per la forza letale della disonestà intellettuale"
  • IL MALE: OVVERO L'ESALTAZIONE DELL'IO NEGANDO L'ALTRO

    Gli efferati omicidi di Roma e di Castellamonte, seppure differenti per contesto e per esecuzione, presentano notevoli analogie. Comune è la ricerca di piaceri e di sensazioni estremi, la celebrazione dell'ego attraverso continui selfie, la violenza nei confronti dell'altro considerato soltanto prima uno strumento per la realizzazione del proprio fine ed in un secondo tempo un ostacolo da eliminare senza remora alcuna. Dalle foto , continue, ossessive che i brutali omicidi continuavano a scattare a sé stessi, emergono volti di una bellezza fredda, cinica, priva di umanità. E' vero le teorie del grande maestro Cesare Lombroso, che legavano la propensione criminosa degli individui ai tratti del volto, estremizzate, possono condurre a teorie aberranti come il nazismo, ma soffermandoci attentamente a scrutare i profili di questi assassini siamo sicuri che il padre della criminologia avesse tutti i torti? Personalmente mi affiorano molti dubbi.

    I BAMBINI, I VERI DIMENTICATI

    La scena politica Italiana è dominata dal dibattito, appassionato, caldo, polemico riguardante il diritto da parte delle coppie omosessuali di adottare un bambino. A parte che a questa possibilità sono interessate sono una minima parte delle unioni di persone dello stesso sesso, è sconcertante che siano totalmente trascurati coloro che dovrebbero essere i soggetti più coinvolti ovvero i bambini. La levata di scudi da parte di intellettuali e radical chic ha riguardato solo ed esclusivamente i diritti delle coppie gay e lesbiche, mentre nel silenzio più totale , nell'indifferenza generale, un milione di bambini in Italia mangia una sola volta al giorno per problemi economici. Non è chic, non è trendy , non è alla page ricordarsi di questa terribile realtà, in un Paese che trascura i più deboli e vulnerabili ovvero i più piccoli. La politica è strabica, l'opinione pubblica è silente, ma l'infanzia che dovrebbe essere aiutata e sostenuta è sola e abbandonata a sé stessa.

    Dare a Cesare quel che è di Cesare

    Credo che il violento scontro frontale fra Trump e Papa Francesco metta in evidenza l'inconciliabilità di due visioni contrapposte della società, non solo americana, fra quella etico-religiosa e quella politica. Se il Papa, interpretando il suo magistero, sostiene che la sempre più diffusa povertà nel mondo è conseguenza soprattutto dell'ingordigia dei più ricchi, e questo lo dice chiaramente e decisamente anche agli americani, diventa inevitabile lo "scontro", perché, è opportuno non dimenticare che gli americani rappresentano circa il 4% della popolazione mondiale e producono il 20% del PIL globale! E gli americani, credo legittimamente, non hanno alcuna intenzione di ridurre il loro benessere per ridurre la povertà di gran parte della popolazione mondiale. In conclusione, temo che certe forti e reiterate insistenze su tali problematiche potrebbero rivelarsi imprudenze papali. Lo stesso Gesù diceva: "date a Dio quel che è di Dio, date a Cesare quel che è di Cesare".

    Berlusconi e la dieta

    La recente "uscita" di Berlusconi: "smetto di mangiare carne; basta far soffrire gli animali" conferma, ancora una volta, che l'ex Cavaliere, in politica, vuole soprattutto essere un "buon pubblicitario". Trovandosi in una evidente fase di calo di consensi popolari, ha escogitato questa sparata pubblicitaria mirata ad un recupero del gradimento. Spero che gli italiani ne capiscano, subito e pienamente, il significato meramente propagandistico e continuino a riversare sul suo autore un irreversibile e salutare calo di consenso. E' indubbio che Berlusconi abbia dimostrato, nelle sue aziende TV, che è un ottimo pubblicitario; che, è bene non dimenticare, è colui il quale ti convince a comprare un tal prodotto non perché è, in assoluto, il migliore in circolazione, ma perché te lo fa apparire, per esclusivo suo interesse personale, il più utile e conveniente per te. Penso che i nostri guai siano iniziati quando, soprattutto grazie alla scarsa cultura politica di gran parte dell'elettorato, il mirato e fuorviante messaggio pubblicitario berlusconiano ha prodotto ampi consensi elettorali, dando una significativa spinta al nostro evidente e grave declino.

    Bassa produttività: il diritto dell’impresa di chiudere

    A proposito dell’inarrestabile serie di chiusure di fabbriche in Italia, con crescente e grave penalizzazione dell’occupazione, diretta e indotta; e, visto che siamo un Paese soprattutto industriale-manifatturiero, con conseguente nostro progressivo declino socio-economico (altro che ripresa!), credo che i sindacati e quella parte della classe politica populisticamente e demagogicamente appiattita su di essi, che risultano essere inconfutabilmente fra i maggiori responsabili della nostra grave crisi sistemica, dovrebbero finalmente capire, fra l’altro, che insieme al “diritto al lavoro” (che, comunque, secondo l’articolo 4 della Costituzione, viene “riconosciuto” soltanto se la “Repubblica promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”) esiste anche il diritto dell’impresa di chiudere, rispettando le leggi esistenti, le sue fabbriche divenute oggettivamente non più competitive. In merito, ritengo sia indispensabile tener ben presente che la nostra progressiva perdita di competitività è causata soprattutto dall’insostenibile calo della “produttività” (quantità di prodotto realizzata per ora lavorata), dal basso “rapporto ora lavorata/ora retribuita” e dal contemporaneo aumento del “costo orario del lavoro” a cui contribuisce significativamente, col “cuneo fiscale”, anche la nostra enorme “spesa pubblica”, gravemente appesantita dagli interessi che paghiamo per il finanziamento del pesantissimo “debito pubblico” (pari al 132% del PIL, in Germania è pari all’83% del PIL!). Soprattutto in questi ultimi vent’anni, per evidenti ragioni clientelari ed elettorali, nessun governo ha seriamente affrontato tali esiziali problemi, senza l’avvio a soluzione dei quali nessuna vera “ripresa” risulta, e risulterà, concretamente realizzabile.

    L’Italia farà la fine della Germania Est?

    Penso che le attuali diatribe fra i vari paesi componenti l’Unione Europea non avranno mai termine, anzi aumenteranno, per il semplice motivo che la sua finalità è “monetaria”, non “politica”. Credo che i paesi virtuosi non abbiano, e non avranno, alcuna intenzione di farsi carico dei crescenti sbilanci fra “spese” e “creazione di ricchezza” propri dei paesi meno virtuosi come l’Italia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia, etc, senza averne alcun controllo politico. Ritengo non sia difficile, pertanto, prevedere una non lontana disintegrazione dell’attuale Unione Europea. A tal proposito ricordo che dopo la caduta del muro di Berlino la Germania Ovest si è fatta carico dell’altissimo costo dell’accorpamento dell’arretratissima Germania Est, finalizzato alla riunificazione tedesca, avendone, però, il pieno controllo politico. E la Germania, oggi, insieme ad altri paesi nordeuropei, è su evidenti posizioni di intransigenza.

    Lavoro e occupazione

    La raffineria ENI di Gela, vari stabilimenti ILVA e tanti altri importanti insediamenti industriali sono, nel nostro Paese, a crescente rischio chiusura definitiva, con rilevanti e nefaste conseguenze sull’occupazione, e quindi con progressivo impoverimento del nostro Paese. In merito, credo sia opportuno tener ben presente che nelle attività produttive che vanno progressivamente chiudendo il “rapporto quantità di lavoro/ unità di prodotto” è fra i più alti. Pertanto le suddette chiusure hanno, ed avranno un devastante impatto sull’occupazione. I nostri Sindacati, inconfutabilmente fra i massimi responsabili della nostra galoppante desertificazione industriale, continuano a sostenere tesi tanto populistiche quanto ormai palesemente anacronistiche, inconsistenti ed autolesionistiche: “questa fabbrica non può e non deve chiudere !”, chiaramente fingendo di non sapere che una fabbrica chiude inesorabilmente se diventa non competitiva. Il cosiddetto “diritto al lavoro” non è, sic et simpliciter, un diritto sempre, comunque ed a prescindere. L’articolo 4 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Credo che per “Repubblica” debba soprattutto intendersi: Potere Legislativo, Potere Esecutivo e Sindacato. Evidentemente, soprattutto in questi ultimi decenni, la nostra “Repubblica” ha operato in modo da rendere “non effettivo il diritto al lavoro”, causando, di fatto, la nefasta ed inarrestabile nostra perdita di “competitività”, con tutte le evidenti e drammatiche conseguenze economiche e sociali.

    Le nuove guerre e il declino dell'occidente

    Penso che per meglio capire, senza strumentali infingimenti, la vera drammaticità del tempo in cui viviamo, con tutte le prevedibili non confortanti conseguenze, sia molto utile riflettere seriamente anche su due fatti: 1) la metà della popolazione mondiale (certamente non ricca) vive su un territorio pari all' 1% delle terre emerse; 2) gli USA, la potenza più ricca del mondo, il cui territorio è pari al 6,6% delle terre emerse, rappresentano il 4% della popolazione globale e producono il 20% del PIL mondiale. Credo che la Storia insegni che situazioni mondiali come quella da me brevemente accennata non potranno non portare a complicazioni geopolitiche, comprese guerre, che, come tutti sappiamo bene, non si combattono più, come in passato, sul piano militare, ma socio-economico. I risultati non appaiono molto diversi. I vincitori (verosimilmente composti da attuali diseredati strumentalmente guidati ed organizzati da potenze già ricche o sulla via della ricchezza) imporranno ai vinti condizioni non certamente confortanti. In merito, penso sia molto opportuno tener ben presente che le cosiddette "potenze emergenti" (che, per altro, mi sembrano già emerse): Cina, Russia, India, ecc., hanno sistemi politici tutt'altro che democratici (almeno secondo il concetto di democrazia che abbiamo consolidato nel nostro Occidente, palesemente in crisi). Se tutto ciò rappresenta, ad oggi, un panorama geopolitico verosimile, credo proprio che tale nostro Occidente abbia già imboccato la via di un inarrestabile declino, con conseguenze per noi, nel medio-lungo termine, certamente non rassicuranti. Penso che, fra l'altro, tale declino sia confermato anche da una politica degli Stati Uniti sempre più palesemente protesa verso il Pacifico e sempre meno verso l'Atlantico.

    Università: è ora di chiudere gli atenei meno qualificati

    In riferimento alla costante diminuzione degli studenti immatricolati all’università (meno il 20 per cento nell’ultimo quinquennio) credo vada anche considerato il fatto che, nella selezione dei neolaureati da assumere, i datori di lavoro tengono molto conto anche dell’università di provenienza dei candidati, palesemente privilegiando laureati presso atenei di alta qualità, localizzati soprattutto al nord. Penso che, se risultasse impossibile eliminare, in tempi brevi, l’attuale rilevante divario qualitativo delle nostre università, da cui deriva una non ulteriormente tollerabile discriminazione dei laureati anche su base geografica, nel superiore interesse del Paese sarebbe preferibile chiudere tutte quelle meno dotate; e, con i conseguenti risparmi, finanziare gli studi degli universitari oggettivamente meritevoli residenti in zone sacrificate, soprattutto quelli provenienti da famiglie meno abbienti, presso le rimaste università di qualità, opportunamente potenziate utilizzando anche soggetti capaci (docenti e non) provenienti dagli atenei chiusi. Gli studenti universitari realmente promettenti, di qualunque latitudine e censo (in realtà numericamente molto inferiori rispetto a quanti regolarmente iscritti), e non inclini a recitare impunemente il ruolo di impenitenti fuoricorso, rappresentano, infatti, una fondamentale ed irrinunciabile risorsa per il futuro prossimo del nostro Paese. Contemporaneamente si dovrebbe avviare una vera e concreta riqualificazione delle università sacrificate risanabili, senza più privilegiare invadenti potentati politici e parassitarie baronie locali, non escludendo incentivati ed interessati interventi privati, per reimmetterle al più presto in un sistema universitario nazionale finalmente equilibrato, moderno ed omogeneamente efficiente.

    Festività 2015

    E' Natale
    ogni volta che sorridi a un fratello
    e gli tendi la mano.
    E' Natale ogni volta
    che rimani in silenzio
    per ascoltare l'altro.
    E' Natale ogni volta
    che non accetti quei principi
    che relegano gli oppressi
    ai margini della società.
    E' Natale ogni volta
    che speri con quelli che disperano
    nella povertà fisica e spirituale.
    E' Natale ogni volta
    che riconosci con umiltà
    i tuoi limiti e la tua debolezza.
    E' Natale ogni volta
    che permetti al Signore
    di rinascere per donarlo agli altri.

    Madre Teresa Di Calcutta

    Critiche dell'opposizione

    Da parte di Forza Italia e Lega Nord si levano ogni giorno feroci critiche all'operato dell'attuale governo, accompagnate da saccenti indicazioni su che cosa, invece, si dovrebbe fare per risolvere i gravi problemi del Paese. Ricordo che tutto ciò proviene da personaggi e forze politiche che hanno governato per lunghi periodi negli ultimi 20 anni, risultando, pertanto, l'effettiva principale causa del nostro disastroso declino.

    Falso Buonismo

    Penso che, adottando la dilagante mania falsamente buonista di edulcorare termini corrispondenti all'oggettiva realtà, ma ritenuti troppo penalizzanti, con altri ipocriticamente considerati meno severi, per esempio: "disabile" con "diversamente abile", potremmo definire la stragrande maggioranza della nostra classe politica "diversamente capace", o "diversamente onesta".

    L'INQUIETUDINE ovvero la ricerca dell'assoluto

    Papa Francesco esorta la Chiesa ad essere inquieta, mentre uno dei più grandi successi degli U2 s'intitola "I Still Haven't Found What I'm Looking For (non ho ancora trovato ciò che sto cercando), evidenti inviti ad abbandonare le false ma comode abitudini per cercare l'essenza più profonda delle vita e della Fede. Il volto del Pastore che difende le sue pecore, travagliato ma vivo, ansimante, ma indomabile si contrappone ad una delle figure simbolo dei custodi della dottrina : il Cardinale Camillo Ruini. Voce fredda ma decisa, espressione immobile, sorda ai bisogni dei peccatori, capace, per osservanza dei precetti, a pronunciare una serie infinita di niet. La rigidità nei confronti dei cambiamenti si trasforma in silenzio flessibile nei riguardi di chi all'interno della Chiesa utilizzava il denaro delle offerte per speculazioni personali o per semplice cupidigia. Ben venga l'inquietudine, così umana da ricordarci che solo chi cade può rialzarsi ed aspirare all'Assoluto, tanto misterioso, quanto indispensabile a tutti noi viandanti, in un percorso chiamato Vita.

    Una riflessione sui rinnovi dei contratti di lavoro

    Premesso che i rinnovi dei contratti di lavoro delle varie categorie (in atto ne sono in corso parecchi) dovrebbero servire ad attualizzare le condizioni riconosciute ai lavoratori dai contratti in scadenza, mi chiedo perché ogni rinnovo deve contenere miglioramenti normativi ed economici rispetto al contratto precedente, come pretendono i Sindacati, comunque ed anche in presenza di oggettivo peggioramento dei conti economici delle Imprese cui si riferisce. Ciò concorre a rendere il nostro Paese sempre meno competitivo soprattutto nel campo che ci vede ancora secondi in Europa, cioè il manifatturiero-industriale; permanendo anche un rilevante cuneo fiscale gravante sul costo del lavoro (alta spesa pubblica corrente ed interessi pagati per il finanziamento dell’enorme nostro debito pubblico), una straripante e vergognosa corruzione ed un’insufficiente resa media del lavoro (quantità prodotta nell’unità di tempo lavorato), con evidenti, dolorose e nefaste conseguenze sull’occupazione, e quindi sul livello di benessere del nostro Paese. Nostre eccellenze, come Pirelli, Ferrari, le due raffinerie di petrolio più grandi in Italia, Case di alta moda, ecc. vengono acquisite da potenze economiche straniere i cui programmi globali producono, e produrranno, ulteriore disoccupazione nel nostro Paese, con conseguenti suo ulteriore impoverimento e rischi sulla sua tenuta socio-politica.

    Novità

    Domenica 18 ottobre si è riunita a Piacenza la Direzione Nazionale di Italia Attiva. Tra i numerosi punti all'ordine del giorno si è discusso in particolare della revisione del programma, per renderlo più attuale e aderente alla situazione italiana del momento, e dell'adozione di una nuova strategia di comunicazione per implementare il radicamento sul territorio.
    Sarà nostra cura informarvi sull'evoluzione delle scelte effettuate.

    CASAMONICA SHOW

    In una torrida giornata d'Agosto, un corteo di auto attraversa e paralizza Roma per raggiungere la Chiesa dove si celebra il Funerale del boss del clan Casamonica, mentre un elicottero lancia petali dal cielo ed una banda musicale esegue le musiche del padrino. Alcuni giorni orsono un popolare conduttore televisivo invita due membri della famiglia perché possano difendersi davanti al popolo Italiano dell'accusa di appartenere ad un clan di malavitosi. Una situazione surreale, grottesca, non solo è stato permesso al clan di esibire i propri muscoli, grazie anche all'assenza dello Stato, causando un notevole danno d'immagine al Paese, ma in una trasmissione su una rete governativa, per quale è previsto il pagamento di un canone a carico dei contribuenti, è stata concessa loro la possibilità di perorare la propria causa quasi fossero pecorelle innocenti. La sovraesposizione mediatico del male rende affascinante ciò che è banale e stucchevole, la trasmissione di lunedì sera ha raggiunto, anche grazie all'assenza degli organi preposti, questo lodevole fine. Gli Italiani ringraziano!

    Novità

    In data 13 Giugno 2015 si è riunito il Consiglio Direttivo di Italia Attiva.
    Vista e considerata la situazione politica italiana, che in parte ha snaturato quelli che erano i nostri obiettivi iniziali, si è stabilito di trasformare la nostra Associazione da Partito Politico a Movimento.
    Sarà nostra cura informarvi delle conseguenze effettive di questa scelta.

    Pirelli e Cina: alcune riflessioni

    La magica matita di Giannelli ci ha recentemente regalato, sul CORRIERE, un’ ennesima geniale vignetta. A proposito dell’ingresso dei cinesi in Pirelli, un operaio dice ad un altro: “ e così arrivano i cinesi”, e questi risponde:”già, una volta i comunisti eravamo noi lavoratori, ora i compagni comunisti sono i proprietari”. Credo che vi sia magistralmente sintetizzato quanto, da qualche tempo sta significativamente avvenendo nel campo dell’alta economia mondiale.
    La Cina, la maggiore delle economie mondiali emergenti ha saputo, e potuto coniugare il “comunismo” in politica interna con il “mercato” in economia. Sul miliardo e trecento milioni di cinesi, soltanto circa trecento milioni traggono qualche beneficio dal boom economico del Paese, mentre circa un miliardo continua a trovarsi in condizioni economiche molto modeste, ma fornisce le “forze lavoro” super sfruttate e superproduttive (schiavismo interno) che consentono alla Cina di essere la “fabbrica del mondo”. Poiché, per ovvii motivi, il sistema politico (comunista) privilegia massicciamente l’esportazione piuttosto che i consumi interni, la Cina accumula un’enorme e crescente potenza economica che utilizza in vari modi, tutti tendenti a rafforzare il suo ruolo di potenza economica mondiale, con ovvie conseguenze politiche internazionali.
    Ritengo che tutto ciò rappresenti anche un serio motivo di riflessione sul concetto di democrazia così come viene ancora concepito nel nostro declinante Occidente, la cui potenza economica mondiale, non dimentichiamolo, è stata, a suo tempo, anche effetto di colonialismo e schiavismo. Propongo tale riflessione da vecchio e convinto democratico, che, però, non può non registrare i gravi danni che produce il continuo ricorso ai "diritti", senza mai coniugarli con i "doveri".

    P.I.L.: è vera crescita?

    Autorevoli fonti, nazionali e straniere, vanno affermando che il nostro PIL, nel 2015, aumenterà dell'1,5%. Nessuno, però, ci dice in quale misura tale aumento di PIL influirà sull' "occupazione", vero termometro dell'impoverimento, della ripresa o del benessere di un Paese. Analisi oggettivamente più specifiche e dettagliate della prevista crescita del nostro PIL nel 2015, portano a concludere che il conseguente incremento dell'occupazione, se ci sarà, risulterà ben inferiore all'1,5%. Pertanto, l'andamento del PIL, da solo, non rappresenta il "termometro" del miglioramento complessivo dello stato di salute di un Paese.
    Ma la nostra classe dirigente (soprattutto, ma non solo politica), per motivi fin troppo chiari, continua a non raccontarci tutta la verità.

    Grecia: un prossimo autogol?

    Nell’attuale delicata crisi di rapporti fra Grecia ed Europa, Il premier greco Tsipras, fra l’altro, afferma: “il governo greco non accetta ultimatum, essendo determinato ad onorare gli impegni assunti con il suo elettorato”. Credo proprio che il vero nocciolo del problema sia tutto qui. Premesso che la Grecia è entrata nell’Euro di propria volontà non essendo stata costretta da nessuno (fra l’altro, truccando i suoi bilanci), chiarito che gli “ultimatum” a cui si riferisce Tsipras non sono altro che un dovuto richiamo al “rispetto delle regole” che ovviamente valgono per tutti i Paesi, mi chiedo: un mandato elettorale effetto di promesse tanto populistiche e demagogiche quanto oggettivamente immantenibili, alla fine, oltre che dimostrare l’autolesionistica immaturità sia di chi le fa (forza politica) sia di chi ci crede (elettorato), non finisce col danneggiare soprattutto il Paese interessato?

    Democrazia: ce la meritiamo ancora?

    Penso che l’indecoroso ed avvilente spettacolo offerto dal nostro Parlamento in queste ultime ore confermi che il nostro Paese e la sua democrazia, a mio parere mai interamente, sostanzialmente e concretamente metabolizzata dalla maggioranza degli italiani e dalla loro classe politica, corrano non lievi pericoli.
    Soprattutto in questi ultimi cinque lustri, chi ha governato, l’ha fatto cercando sempre, spesso sotto traccia, il compromesso con le Opposizioni e con significativi Soggetti esterni al sistema politico (continua nella sezione Lettere. Clicca qui per leggere il seguito).

    Capitale, lavoro, destra e sinistra.

    Da più parti sento affermazioni come: “ma Renzi è ancora di sinistra ?”, e mi chiedo come sia ancora possibile ragionare ancora su sinistra e destra, obsoleti concetti provenienti dal secolo scorso ormai definitivamente superati, fuorvianti e perfino dannosi, come se non fosse cambiato nulla. In proposito, credo sia opportuno ricordare che la più violenta contrapposizione fra destra e sinistra, cioè, fondamentalmente, fra “capitale” e “lavoro” si è sviluppata dall’inizio del 900 ed ha visto una significativa affermazione politica dei “lavoratori” con l’Unione Sovietica, il cui obiettivo dichiarato era la “dittatura del proletariato”. Sappiamo bene tutti com’è, poi, finita. Nel nostro Occidente la lotta fra sinistra (pur non bolscevica) e destra, ove più ove meno, ha avuto un accidentato percorso anche dopo la fine dell’Unione Sovietica. Ma la recente e progressiva affermazione della “competitività” come fondamentale strumento di supremazia economica, politica e sociale fra i vari Paesi, in un mondo sempre più globalizzato, credo abbia profondamente superato il vecchio concetto di incompatibilità sistemica fra sinistra e destra, cioè fra capitale e lavoro. E risulta evidente che ciò riesca meglio nei Paesi anglosassoni, dove è significativamente crescente il numero di Aziende nei cui Consigli di Amministrazione siedono insieme Imprenditori e Sindacato.

    Festività 2014

    Anche quando
    apparentemente ti sembra
    che attorno a te
    ci sia il nulla,
    aspetta,
    Ascolta,
    odi la voce della vita
    che tanto ancora ti può dare,
    ti può amare, renderti felice.
    A te, che credi di non avere più speranze
    ti chiedo solo una cosa,
    apparentemente
    semplice e stupida,
    Ascolta!

    Vacanze

    Buonasera lettrici e lettori "Il Punto della Settimana" si concede una piccola vacanza e sarà di nuovo sul web nella prima settimana di gennaio. il 2014 è stato un anno difficile, complesso, pieno di nuove guerre dall'Ucraina alla Libia, caratterizzato dall'insorgere dell'Isis, dal rigurgito di nuove tensioni fra Palestinesi ed israeliani, funestato da stragi ad opera del fondamentalismo islamico. Però, come il cielo più scuro conserva un punto di luce, alla fine dell'anno i Presidenti Americano e cubano hanno annunciato la fine della guerra fredda fra l'aquila a stelle e strisce e l'isola caraibica L'umanità non deve mai perdere la speranza " Sperare contro ogni speranza" affermava San Paolo, parole da conservare nei momenti più duri e difficili. Splendido e imprevedibilmente positivo 2015 a tutti Voi e a presto.

    IL BASTONE DI FRANCESCO

    Parole dure, severe, elenco senza attenuanti o vie di fuga delle colpe della Chiesa, questo è stato l'augurio di Papa Francesco al Clero. La Chiesa deve rinnovarsi, deve , in primo luogo, mondarsi dei propri peccati , per essere credibile ed efficace verso i fedeli. Stretta fra l'avanzata dell'Islam in Africa ed Asia e la dilagante secolarizzazione in Occidente, l'Istituzione più antica al mondo deve affrontare sfide pericolose e continue per sopravvivere e diffondere il Vangelo. La mano forte e sicura del suo pastore, venuto dalla fine del Mondo, indica l'unica strada possibile per rigenerarsi ed essere più forte, guardare al cielo e non alla terra per convertire il Mondo, ma prima ancora sé stessa.

    L’ASSENZA DELLO STATO

    Per giustificare le disfunzioni, gli abusi, il caos che caratterizzano molti aspetti della vita nella Penisola, gli Italiani denunciano "l’assenza dello Stato". Una frase denunciante l’assenza dello Stato dovrebbe, secondo me, essere inserita anche nell’Inno di Mameli, se si vuole finalmente che.... (continua nella sezione Lettere. Clicca qui per leggere il seguito).

    Eccessi ed abusi immigratori - Il pericolo della resa dei conti

    Il bubbone del flusso immigratorio senza regole, in un paese caotico, l'Italia, dove ognuno fa i propri comodi, rischia prima o poi di scoppiare.
    A chi imputare questa immigrazione che è avvenuta e continua ad avvenire all'insegna del caos e dell'illegalità? Ad un buonismo deleterio che.... (continua nella sezione Lettere. Clicca qui per leggere il seguito).

    Corruzione e iper-burocrazia

    Il Governo si accinge ad inasprire le sanzioni penali previste a carico di chi commetta atti di corruzione. La corruzione esiste dai tempi di Adamo ed Eva ed è insita nella natura umana. Seguendo la strada delle sanzioni penali dobbiamo presupporre che il Governo si attenda di poter arrestare diverse migliaia di persone e, pertanto, come minimo, oltre a doverli mantenere in carcere dovrà anche prevedere di costruire adeguate nuove strutture dove ospitare corrotti e corruttori. La corruzione si realizza a volte nei rapporti tra ente pubblico ed ente privato e, soprattutto, a condizione che si determini l’humus favorevole alla corruzione stessa.
    L’humus favorevole è ottimamente rappresentato dall’ingarbugliamento normativo che caratterizza lo svolgimento delle funzioni attribuite alle migliaia di enti pubblici nazionali, con competenze che si sovrappongono e si intrecciano in modo inestricabile.
    Il Governo Cavour, nel 1861, affidò pieni poteri al Generale del Genio piemontese Domenico Chiodo con il compito di realizzare nel golfo della Spezia l’Arsenale Militare Marittimo. Il Gen. Chiodo nell’arco di 9 anni realizzò l’opera (monumento molto bello di alta e pregevole architettura industriale) e, inoltre, riuscì perfino a risparmiare sull’importante budget che il Governo gli aveva messo a disposizione.
    Il Gen. Chiodo, inoltre, fu invitato da Ferdinand de Lesseps all’inaugurazione del Canale di Suez. Durante la sua permanenza in Egitto contrasse una malattia tropicale che nel giro di pochi mesi lo portò a morire. Il Governo, preso atto della precarietà della situazione economica della famiglia, dovette emettere un provvedimento ad hoc per garantire il sostentamento della moglie e dei figli minorenni di Domenico Chiodo.
    Finché lo Stato non si rende trasparente e finché la normativa che disciplina la miriade di funzioni pubbliche continua ad essere incomprensibile e misteriosa ai cittadini, avremo sempre necessità dei corruttori che, alle nostre condizioni attuali, probabilmente in modo inconsapevole, svolgono peraltro un’utile funzione sociale di snellimento burocratico.

    Riflessioni sullo sciopero del 12 dicembre 2014

    Credo che quando la Camusso, celebrando lo sciopero generale di oggi, fra l'altro, dice: "Il lavoro è l'emergenza", faccia un'affermazione che ha tutto il sapore di sommare la beffa al danno. Lei, infatti, confonde pericolosamente "causa" ed "effetto". Il lavoro non è, sic et simpliciter, un "diritto" che maturi spontaneamente sugli alberi, ma è l'effetto di assetti, ruoli, regole, corretto esercizio dei "doveri", produttività, competitività, ecc. tali da generarlo. Il Sindacato (e la CGIL in prima linea), per i suoi comportamenti che anacronisticamente si richiamano ancora oggi a concetti novecenteschi ormai palesemente obsoleti, superati e concretamente dannosi per il Paese in questi ultimi due decenni, porta una grande responsabilità sulla nostra incessante e letale crisi economica e sociale. E.... persevera.

    Terrore o vendetta?

    Suscita giustificati sdegno ed orrore il progressivo e viscerale odio di una estremistica, pericolosa e crescente frangia islamica contro l'Occidente. Il fin troppo palese progetto dell'ISIS è quello di installare sistemicamente un califfato in una vasta area del Medio Oriente, e poi espandersi ancora ed arrecare ovunque crescenti e profondi danni al nostro Occidente, contando anche su entusiaste forze giovanili allevate in Europa.
    In merito a tutto ciò, mi chiedo: ma siamo sicuri noi occidentali di non meritare un simile odio che ora pare possa colpirci direttamente e concretamente? In passato non è stato il nostro Occidente a portare in Medio Oriente devastanti guerre di conquista, con conseguenti colonialismo e schiavismo, molte delle quali chiamate addirittura "guerre sante", promosse dagli stessi Capi del Cattolicesimo?
    Credo che la Storia insegni che certi conti aperti, prima o dopo, vengano in qualche modo saldati.

    L’ANALISI DI GRILLO, O GRILLO IN ANALISI

    (sottotitolo: come attrarre l’attenzione dopo una batosta elettorale)
    La notizia incredibile: il fu comico genovese, paragonandosi a Forrest Gump – ma se fosse stato Topolino, sarebbe stato lo stesso - dichiara di essere un po’ stanchino, e per questo motivo, dopo un’analisi sofferta e profonda, durata ventiquattro ore, visto e considerato quello che stava succedendo..... (continua nella sezione Lettere. Clicca qui per leggere il seguito).

    Elezioni Regionali Emilia Romagna e Calabria 2014

    Bologna: Elettori 780.784 - Votanti 313.733 (40,18%, Fonte Ministero degli Interni). Se la matematica non è un opinione mancano al voto 467.000 aventi diritto.
    Italia Attiva ha sempre sostenuto, in momenti non certamente sospetti, la deriva morale con spregio assoluto dei diritti di molti, soffocati da interessi di bottega di pochi, che si accompagnano allo sperpero in Regione di soldi pubblici fagocitati da personaggi che con la politica, quella vera, hanno poco a che fare, e che hanno finalmente avuto una risposta dal loro stesso elettorato. In poche parole sono stati “Rottamati“, come lo sono stati gli ex di una formazione da tempo estinta i quali erano stati inseriti con pressioni insistenti e fuori luogo nel listino blindato di Errani, pur di fornire loro una poltrona al caldo in modo da ripagarli.... (continua nella sezione Lettere. Clicca qui per leggere il seguito).

    Ripresa e competitività

    Francamente non capisco perché ad ogni segnale concreto del peggioramento della nostra situazione economica ci si meravigli tanto. Se qualcuno l’ha dimenticato, è opportuno ricordargli che il nostro è un Paese soprattutto industriale-manifatturiero; pertanto è la fabbrica il luogo dove si crea.... (continua nella sezione Lettere. Clicca qui per leggere il seguito).

    9 novembre 1989: il Mondo è cambiato?

    9 Novembre 1989: I Berlinesi dell'Est distruggono a colpi di piccone il muro che divide la città, mentre I Vopos, le famigerate guardie della Germania Orientale guardano dall'alto senza intervenire. Duecento anni dopo la madre di tutte le rivoluzioni, quella Francese, una dopo l'atro i Paesi dell'Europa Orientale si liberano dalla tirannia comunista. E dopo 25 anni com'e cambiato il Mondo? La Germania unita comanda in un Europa, entità monetaria e finanziaria, dove i burocrati ed i tecnocrati decidono sulle sorti dei popoli in base a decimali di Pil, totalmente indifferenti alla sorte di migliaia di persone che attraversano il Mediterraneo per scappare dalla fame e dalla guerra. Non è, come alcuni stoltamente credono, l'Euro la causa di tutti i mali, ma è dalla caduta del Muro di Berlino che il libero mercato si è aperto a 7 miliardi di esseri umani e non è più stato il privilegio di 500 milioni. L'euro è stata una conseguenza della caduta del Muro di Berlino, l'Europa era troppo debole nei confronti del resto del Mondo per non unirsi e creare una moneta unica. La Germania unita, grazie al surplus del commercio estero, condiziona i destini del Vecchio Continente come in passato, in modo assai più tragico, ne determinava le sorti scatenando guerre ad est ed Ovest. Un grandissimo politico italiano scomparso l'anno scorso disse: "Amo così tanto la Germania da volerne due". Parole troppo dure, cinicamente taglienti? O forse, citando lo stesso politico "a pensare male si fa peccato, ma nove volte su dieci ci azzecchi e la decima vai molto vicino"? Sicuramente rispetto a 25 anni or sono siamo più poveri e ci sentiamo molto meno europei.

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    Italia Attiva vuole:

    • Riformare profondamente lo Stato e la Pubblica Amministrazione
    • Trasformare politica e cosa pubblica, intese come vero servizio ai Cittadini
    • Rinnovare lo stato sociale, in difesa sempre dei più deboli
    • Riaffermare il diritto al lavoro, combattendo la precarietà
    • Affrontare le nuove povertà e il disagio giovanile
    • Esigere da tutti il rispetto delle regole
    • Rendere trasparente la gestione dello Stato
    • Impegnarsi contro ogni forma di violenza sulle donne
    • Praticare una politica dei valori e dei diritti contro quella dei privilegi
    • Promuovere lo sviluppo di una sana economia di mercato
    • Diffondere la cultura del merito, dalla scuola ai concorsi, dagli incarichi alle candidature.
    • Agire ricordandosi che "L'Italia resta una nazione solo territoriale, forse neppure più quello, in primo luogo per la forza letale della disonestà intellettuale"