Italia Attiva augura buone vacanze a tutti. In questi giorni rallentiamo la pubblicazione dei nostri articoli, ma torneremo "attivi" come prima entro la fine di agosto!

L'OPINIONE DELLA SETTIMANA by Armando Grometto - 2 agosto 2010

Politicamente è stata una settimana veramente esplosiva. La separazione in casa fra Fini e Berlusconi è culminata con il divorzio, i cui effetti al momento rimangono oscuri e misteriosi. Sicuramente l'azione coordinata della Lega e degli ex colonnelli di An ha convinto il Cavaliere a compiere il grande passo ma per il futuro le incognite sono tante. Dai numeri della maggioranza ai colpi di testa della Lega, l'avvenire si preannuncia difficile, anche perchè al di là delle sparate (venti milioni in piazza per difendere il risultato elettorale), è emersa tutta la fragilità della compagine berlusconiana. La grande fortuna rimane l'incosistenza del Pd, incapace a svolgere un'opposizione degna di nota. La Finanziaria , ha accentuato i contrasti fra Tremonti e le Regioni, mentre l'Economia comincia lentamente a riprendersi, così come l'occupazione. Ma la vera battaglia rimane fra politica e giustizia, dove i confini fra legalità e desiderio d'impunità sono assai labili, e forse il lato peggiore di tutto ciò è l'indifferenza generale in cui si manifesta questo scontro quasi il Paese si fosse ormai assuefatto a tutto. Ecco l'apatia è il peggior difetto, la mancanza di vergogna che si sta diffondendo in Italia, quasi che ormai tutto rientri nella normalità.

Dott. ARMANDO GROMETTO (Torino)

LA POVERTA' QUESTA SCONOSCIUTA

Una mano che fruga nei cassonetti, volti diversi, persone che provengono dai più disparati Paesi, uomini, donne, giovani, anziani, è l'aspetto più oscuro della crisi, l'argomento più trascurato dai notiziairi: la povertà. Fascie sempre più numerose della popolazione cadono in una condizione, fino a poco tempo fa inimmaginabile, l'incubo di ogni padre di famiglia si materializza e diventa amarissima realtà. Le mense della Caritas sono strapiene di utenti, che quasi si vergognano della situazione in cui versano, mentre il silenzio più totale regna per cercare almeno di alleviare una situazione sempre più critica. E' meglio occuparsi di gossip, di cose futili ed ignorare il disperato che è fra di noi? E' meglio essere struzzi e voltarsi dall'altra parte? Per la società delle veline e dei calciatori, forse, ma per chi tocca con mano la miseria che cresce, per chi assiste a queste manifestazioni di bisogno, non solo la denuncia bensi anche la solidarietà concreta dovrebbero essere "spontaneamente obbligatori".

Dott. ARMANDO GROMETTO (Torino)

SILENZIOSI …….

In Italia da anni si sta assistendo a prescrizioni, condoni, amnistie … e credevo che già questa situazione fosse sufficientemente favorevole a delinquere: ora siamo arrivati a tagliare fondi, togliere mezzi e al silenzio imposto per non far sapere cosa accade con la misera scusa della privacy. Accade, però, con una certa frequenza che con il diritto di cronaca anche per cose banali come litigi di condominio, per incidenti stradali... vengono citati parenti, amici, che non c'entrano con quanto accaduto e con le persone coinvolte. Allora è il caso di affermare che non sono le intercettazioni il problema da limitare o impedire, ma l'uso che se ne fa e quindi sarebbe sufficiente una legge che nel caso di falsità/fatti personali impone a chi li ha divulgati due cose:

1- la smentita con lo stesso rilievo per lo stesso tempo;

2- il pagamento dei danni materiali e morali.

In questo modo si lascerebbe la libertà di informazione unita, però, alla responsabilità individuale di chi la divulga e così si potrebbe mettere il bavaglio a chi cerca di metterlo a tutti. L'interrogativo che viene spontaneo è: con questa legge sarebbero stati catturati i vari criminali, si sarebbe saputo dei pasticci in Rai, di Scajola, di Anemone, dei pedofili…..?

Gianni Puppini Martini - Limena (PD)

POSSESSO OVVERO PROPRIETA' SENZA AMORE

I recenti fatti di cronaca caratterizzati dall'uccisione da parte dell'uomo della donna da cui si è stati abbandonati è insieme tragico e particolare. Infatti non si tratta di omicidi passionali nel senso stretto, anche perchè è assente il terzo, ma di timore di perdere il possesso di una persona che scatena gli impulsi più bestiali. Se è vero che trattasi di soggetti, instabili, insicuri, incapaci di affrontare i propri problemi personali e di risolverli con le terapie più consone alla situazione, sono lo specchio portato all'estrema conseguenze di un modo di vivere individulista e limitato. Negli anni settanta la violenza , terribile ed ignobile. aveva uno sfondo sociale, collettivo, la speranza di cambiare un mondo brutto e cattivo, ora si vive solo per sè stessi e per il proprio io. In una relazione l'altro diventa la valvola di sfogo del Nostro Ego, mentre l'accettazione della fine di un rapporto oramai logoro e stantia, è sicuramente causa di grande sofferenza, ma port con sèi semi di una nuova nascita. Migliorati, cresciuti, capaci di guardare oltre il Nostro ombelico, le sorprese, posititive ed inaspettate, sono dietro l'angolo.

Dott. ARMANDO GROMETTO (Torino)

CENTRALI NUCLEARI

L'energia nucleare è stata proposta per sopperire alla carenza di petrolio e gas, non essere dipendenti dai loro produttori, diminuire le emissioni complessive di gas serra e l'effetto di riscaldamento globale, ridurre i costi di produzione e finali a carico dei consumatori. (continua, clicca qui per leggere il resto)

Gianni Puppini Martini - Limena (PD)

TARICONE E LO STIGMA DEL GRANDE FRATELLO

La morte violenta, improvvisa di Pietro Taricone, ò guerriero, ci pone di fronte ad una questione , riusciremo mai a levarci di dosso il marchio che in un momento o l'altro della vita ci imprimono addosso ? Diventato celebre , attraverso la prima fortunatissima edizione del Grande Fratello, ha trascorso il resto della sua purtoppo breve vita a studiare, migliorarsi, ha frequentato corsi di recitazione, ha partecipato a fiction. E' intervenuto pubblicamente a difendere il suo ex compagno di Liceo Saviano. accusato di dipingere un ' Italia a tinte fosche, solo perchè si descriveva il male con il suo nome e non s'indugiava a parlare di veline e tronisti. Ma, nell'immaginario collettivo, la sua figura sarà sempre accostata a quello del palestrato sciupafemmine, senza mai approfondire il quadro della valutazione a 360° gradi. E' come se noi tutti avessimo un marchio indelebile, una seconda carta d'identità che ci segue fedeli per il resto dei Nostri giorni. Invece una persona dovrebbe essere considerata per la propria capacità a cambiare e a modificarsi. In fondo è più pericoloso , ma infinitamente più interessante un periglioso torrente che un placido stagno.

Dott. ARMANDO GROMETTO (Torino)

Non sarebbe il caso di cominciare a ragionare tutti insieme per il bene comune e per una politica seria e veramente al servizio del cittadini?

I partiti politici da tempo avanzano con fatica e nonostante le apparenti coalizioni di centro destra e centro sinistra, non si può dire che in Italia ci sia stato davvero il bipolarismo, anzi, per effetto di questa anomalia il ruolo politico dei tanti eletti è diventato privo di incisività, di forza, di impegno, più grigio del solito, tanto da non riuscire più ad entusiasmare o coinvolgere i cittadini sempre più preoccupati per le tante situazioni negative che hanno investito la nostra bella Italia. Il bipolarismo è fallito ancor prima della sua nascita e le responsabilità sono tutte a carico di questa classe politica che dapprima ha sbandierato come innovativa questa soluzione salvo poi richiedere un ritorno al passato dopo avere verificato che per ognuno di loro non sarebbero state garantite il controllo, il potere e la gestione ad personam. In questi ultimi anni molti partiti sono stati costretti ad un nuovo look, altri sono spariti dalla scena politica ed altri ancora presentano conflitti e incoerenze interne, tanto che nessuno di questi, oggi, rappresenta seriamente e concretamente una alternativa e una speranza per una seria gestione della politica e del bene comune dei cittadini i cui problemi, invece aumentano . Ma la necessità di trovare dei punti di aggregazione alternativi ai partiti, il bisogno di molti, di contribuire al miglioramento della società ha fatto sì che nascessero diversi movimenti, e gruppi politici composti da persone convinte che in Italia si possa ancora costruire una classe politica che sappia raccogliere le istanze dei cittadini e individuare soluzioni che ci rendano veramente all'altezza e al lo stesso livello degli altri Paesi Europei. Come Italia Attiva cogliamo la necessità di iniziare un nuovo percorso politico, pur mantenendo la nostra identità, orientato a costituire una c.d. " CONFEDERAZIONE" composta dai tanti soggetti per mettere "INSIEME" le forze, le idee, le persone e i programmi per affrontare di comune accordo di volta in volta, quei problemi ancora oggi irrisolti che partono dal sociale per arrivare alle questioni economiche e legislative che da tempo angosciano i nostri concittadini. Pertanto lanciamo questo nostro invito a quanti condividono questa breve e stringatissima analisi per iniziare a ragionare al fine di poter concretizzare per davvero quanto sopra e per fornire a chi ci crede ancora un punto di riferimento per far fronte le questioni che attengono al bene comune in un contesto politico composto da regole serie, democratiche, trasparenti e con obiettivi che hanno solo lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini.

Delfino Massimo Parlato

LO STRANO CASO DEL BELGIO ED IL RISCHIO CONTAGIO

L'affermazione nelle ultime elezioni belghe di un candidato separatista fiammingo rischia di spaccare e questa volta irrimediabilmente una Nazione da sempre divisa fra Nord e Sud. Nonostante il Paese sia situato nell'Europa centro-settentrionlale, le differenze economiche fra le due etnie sembrano ricordare ciò che registriamo nel Nostro Paese, dove Settentrione e Meridione viaggiano a velocità diverse. Il tutto aggravato dal fatto che i fiamminghi di fatto sono olandesi e i valloni francesi. Queste differenze hanno determinato, causa anche la crisi economica internazionale, un governo fragile, forte disoccupazione, debito pubblico in aumento e malcontento diffuso. Ma proviamo ad ipotizzare, una separazione e quindi la creazione di due nuovi Stati. Esiste , come accadde nel 1989, un rischio domino che potrebbe coinvolgere in primo luogo Scozia, Galles, Paesi Baschi e forse anche la Catalogna. Ma, se il federalismo causa la drastica riduzione di contributi spettanti alle Regioni, non si realizasse, chi ci dice che la Lega, ispirandosi anche a ciò che sta accadendo fuori dal giardino di casa propria, non agiterebbe il spettro della seccessione? Sono forse scenari da fantapolitica, ma solo fino a qualche anno addietro, era forse pensabile che un uomo di colore diventasse Presidente degli Stati Uniti?

Dott. ARMANDO GROMETTO (Torino)

L'OTTIMISTA ED IL TITANIC

Mentre la crisi, invece di scemare, si accentua e colpisce L'Euro e le economie Europee più fragili, Giulio Tremonti, il nemico giurato della Finanza creativa, annuncia provvedimenti rigorosi per salvare la nave Italia. Ma non eravamo il paese più virtuoso d' Europa , immuni da ogni vizio, risparmiatori e formiche ? Ma ciò che sorprende di più è l'ottimismo ostentato dal Presidente del Consiglio. Dopo aver sottovalutato la crisi che comunque , nell'economi reale, ha colpito duro e penalizzato le aree più produttive del Paese, annuncia sacrifici necessari. Forse come gli orchestrali del Titanic, e in ciò i suoi trascorsi di gioventù sono stati facili ispiratori, suona , mentre la nave affonda ? Fortunatamente il Ministro dell'Economia , copiando il programma di Prodi, il Presidente del Consiglio più sottovalutato di sempre, capisce che l'imbarcazione sta inabissandosi, ed ordina ai marinai di abbandonare le illusioni e di lavorare alacramente per riprendere la giusta rotta.

Dott. ARMANDO GROMETTO (Torino)

LA GRECIA E L'EUROPA

La drammatica situazione della Grecia, Paese sull'orlo della bancarotta economica, travolto da tensioni sociali sempre più violente, malata a rischio di contagio nei confronti di altre Nazioni dell'area mediterranea, ci pone una domanda sul ruolo dell'Europa. Ma perchè considerare esclusivamente i propri interessi e non andare oltre il proprio ombelico ? Il riferimento alla Germania è puramente voluto. La lentezza con la quale il Cancelliere tedesco è intervenuto, oltre ad esporre il paese più importante del Vecchio Continente a critiche diffuse per la propria meschineria, ha causato la perdita di tempo che avrebbe potuto essere utilizzato in modo proficuo per arginare il disastro ellenico. Solo dopo una telefonata assai persuasiva di Obama e l 'offerta di collaborazione del Fondo Monetario Internazionale, è stato varato un pacchetto d'aiuti economici dietro la garanzia di provvedimenti drastici da parte di Atene. L'Europa ha dimostrato la propria inconsistenza e la prorpia fragilità. I tedeschi, frugali e laboriosi, hanno ragionato , fino a che hanno potuto, da formiche nei confronti delle cicale greche. Ma siamo tutti sulla stessa barca , e se non la solidarietà dovrebbe valere il silente vincolo d'interesse reciproco. Tutti diamo una mano a chi è in difficoltà onde evitare un giorno di trovarci nelle stesse condizioni.

Dott. ARMANDO GROMETTO (Torino)

Astensione pesante, successo del centro-destra e boom della Lega Nord: così possiamo sintetizzare l’esito di queste elezioni regionali.
Un calo, quello registrato dall’affluenza alle urne, che contrariamente al passato, sembra aver equamente colpito centro-destra e centro-sinistra.
Si tratta sicuramente di una protesta contro la classe politica, di certo un’accusa, ma diciamo anche che l’ente Regione non pare di per sé essere al primo posto nella graduatoria di affezione popolare.
Comunque, in generale, il clima politico, eccessivamente sopra le righe, non ha aiutato gli incerti.
Resta da considerare che ogni calo di partecipazione rappresenta una ferita al tessuto democratico del Paese. Ricordiamoci che per il diritto-dovere di voto i nostri padri e nonni hanno lottato fino a pagare con la vita. E riflettiamo sul fatto, lanciando un appello alla coscienza civica di chi non si sente più cittadino, che la politica si può cambiare, cambiando le persone e i governi…proprio con il voto.
Il PD ha perso, checché ne dica Bersani, e il suo nume tutelare (di Bersani) Massimo D’Alema (o la volpe del tavoliere come ebbe a scrivere Luigi Pintor) ancora una volta non ha portato fortuna al partito.
Prendiamo atto, circostanza rilevante, che oggi la maggioranza delle Regioni italiane, nel loro complesso, è in mano al centro-destra e vedremo pertanto dove porteranno i processi di riforma in atto, primo fra tutti il federalismo, nella sinergia Stato- Regioni, ricordando che attualmente le leggi principali passano proprio attraverso il parere determinante della conferenza unificata (Stato-Regioni, appunto).
Sul terreno rimangono una serie di commenti e interpretazioni, come in un film già visto e rivisto, con esultanze e consolazioni a denti stretti.
Sostanzialmente è mancata l’offerta di una vera alternativa di governo all’attuale maggioranza, e la richiesta degli Italiani, è proprio quella di essere governati.
La presenza di un’opposizione irriducibile e contestataria, una dura opposizione di piazza in fondo fine a se stessa, anche con attacchi al presidente della Repubblica, pur raccogliendo un considerevole consenso, risulta cosa lontana da una diffusa affidabilità di governo, dalle attese di serietà, concretezza e buon senso collegate alle speranze di un’alternativa che appare, al momento, concretamente sempre più lontana.
La Lega ha vinto proprio perché ha saputo dimostrare di non essere più un movimento di protesta ma di essere in grado di offrire una vera alternativa di governo, particolarmente a livello locale e regionale, con grande attenzione al territorio e alle aspettative concrete della gente.
Un obiettivo lontano, ad esempio, per l’Italia dei Valori, con il monarca populista che continua a imporre i suoi candidati a destra e a manca non rinunciando alle sue sceneggiate di piazza.
Ha i suoi fans, certo, e anche in buon numero, ma non aiuterà mai il PD a convincere una parte dell’elettorato di Pdl e Lega che l’Italia forse si potrebbe anche governare in un modo diverso.
Non potendosi verificare tale situazione, si renderà difficile per il PD avere un giorno i numeri per diventare forza di governo.
Se non riesce a convincere almeno una parte delle grandi regioni del Nord, a radicarsi in Piemonte, Lombardia e Veneto, tre regioni con 25 milioni di abitanti e un pil di tutto rispetto come potrà mai rendersi credibile quale concreta alternativa di governo?
Per concludere, sicuramente c’è da riflettere per tanti. Sul rapporto della politica col territorio, sulle corde sensibili della gente, sull’aria che tira, sui valori in gioco, sulla sensibilità di gruppi e persone oltreché, naturalmente, sul futuro del nostro Paese.

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